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Aumento delle nascite premature

13/01/2020

Aumento delle nascite premature

Care mamme,

oggi ci dedichiamo ad una riflessione sulle nascite premature, che anche in Italia sembrano essere aumentate negli ultimi anni. Si parla di nascita pretermine o di parto prematuro quando il neonato viene alla luce fra la 37 e la 42ma settimana, ovvero prima che i classici nove mesi di gestazione siano effettivamente conclusi.

Se fino a qualche decennio fa le nascite pretermine erano un fenomeno piuttosto isolato, oggi sempre più il parto prematuro è un fenomeno con cui le donne devono fare i conti, in alcuni casi addirittura ben prima della 32ma settimana. Numeri positivi però riguardano la percentuale di sopravvivenza dei nati pretermine, con una progressiva diminuzione della mortalità neonatale. Anzi circa il 98,2% dei bimbi nati prematuri riceve le adeguate cure nelle Terapie Intensive Neonatali e viene dimesso senza complicazioni ma in buona salute.

Un problema di salute pubblica, come segnalato dalla SIN, poiché le nascite pretermine coinvolgono circa il 7% dei bimbi nati in Italia ogni anno, circa 40 mila neonati, di cui il 2% nasce ben prima della 32ma settimana. Una situazione che necessita di una riflessione e di un profondo impegno da parte delle istituzioni per educare le future mamme alla prevenzione e all’accoglimento di questi piccoli prematuri che possono necessitare di cure e terapie, per risolvere situazioni a volte complicate e difficili.

Dal punto di vista della prevenzione è importante dire che cause di un parto prematuro posso essere molte e di varia natura, la maggior parte però legate ad una condizione materna, come per esempio il diabete,  l’anemia, una scarsa alimentazione, disfunzioni renali o cardiache. Oppure patologie che si possono sviluppare durante la gestazione, come gestosi, anomalie uterine, ipertensione arteriosa, appendice, polmoniti o disturbi placentari.

Sono frequenti i casi di parto pretermine in gravidanze a rischio gemellarigravidanze medicalmente assistite (spesso plurime), gravidanze ravvicinate nel tempo oppure per età della gestante, prima dei 20 anni oppure dopo i 38.

Troppo spesso però si dimentica che molti fattori di rischio per una nascita pretermine dipendono dagli stili di vita della futura mamma, come abuso di alcool, droghe o tabagismo. Anche le condizioni psicologiche vanno tenute in considerazioni: situazioni di stress, lavori faticosi, sofferenze emotive come lutti o malattie gravi in famiglia.

Infine, anche il feto può presentare dei fattori di rischio per una nascita pretermine, come crescita intrauterina rallentata, malformazioni genetiche e patologie del cordone ombelicale.

A cura di Manuela Boschetti