Castrazione chimica per i pedofili in Russia, bufala o realtà?

Da alcuni giorni gira sul web la notizia secondo la quale in Russia sia diventata legale e obbligatoria la castrazione chimica per coloro i quali fanno commesso reati a sfondo sessuale sui minori.

E’ necessario fare un chiarimento a riguardo della notizia circolata sul web, in quanto non del tutto vera e un po’ confusa.

La legge sulla castrazione per i pedofili in Russia

In effetti una legge che prevede la castrazione chimica per i pedofili in Russia esiste già dal 2011.

La legge in se’ prevede che un condannato per reati a sfondo sessuale su minori possa ottenere uno sconto della pena se decide spontaneamente di sottoporsi alla castrazione chimica.

Non si tratta quindi di un trattamento obbligatorio, e non viene sistematicamente eseguito su tutti i condannati.

Che cos’è la castrazione chimica

La castrazione chimica non è un trattamento irreversibile, il che significa che non vendono asportate chirurgicamente parti del corpo. Vengono invece somministrati farmaci a base di ormoni che inibiscono la libido e le pulsioni sessuali.

Il trattamento è efficace nel 90% dei casi.

Soffermandoci ad investigare un po’ sul trattamento chimico di castrazione ci si rende conto che per prima cosa conto che non è efficace al 100%. Non solo, il trattamento inibisce la pulsione dell’atto sessuale in se’ ma non certo la fantasia del pedofilo. In pratica questo comporta che il soggetto sia inibito ad utilizzare il suo corpo per fare del male alle sue piccole vittime, ma non inibisce il fatto che possa provare desiderio ed usare la violenza fisica sui minori.

Il dibattito quindi sulla reale utilità della castrazione chimica e sul permettere ai pedofili di vivere in libertà rimane comunque aperto, anche in Russia.

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