Vaccinazione e screening continuo per contrastare il tumore dell’utero

Per tanto, probabilmente troppo, tempo le patologie tumorali sono sono state considerate un tabù per il messaggio di sofferenza che portavano con sè, ma anche per la flebile speranza di risoluzione che le caratterizzava.
Oggi, invece, l’atteggiamento è cambiato, vuoi per la maggiore scolarizzazione dei potenziali pazienti, vuoi anche per i fondamentali passi avanti compiuti grazie alla ricerca, alla prevenzione, alla diagnosi e alla terapia.

Si è, in particolare, sviluppata la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce, attraverso la quale è possibile, al giorno d’oggi, debellare gli stati tumorali.
Risultato che è stato ampiamente confermato da Carlo Maria Stigliano, direttore della Ginecologia preventiva e dei consultori familiari della Asl di Castrovillari (Cs), a margine del congresso Sigo-Aogoi 2010.
Il medico ha, infatti, sottolineato l’importanza di diffondere presso le donne il ricorso alla vaccinazione contro il papilloma virus: “Abbiamo la disponibilità di un vaccino contro il tumore delle donne: il cancro del collo dell’utero è il tumore delle donne”– ha dichiarato il Dott. Stigliano, per proseguire dicendo: “Avere la disponibilità di un vaccino contro un cancro è già una svolta culturale enorme, ma averlo per questa forma di tumore è ancora più importante, perché protegge la cosa più importante che c’è in natura: la riproduzione della specie”.

E, in proposito, ricordiamo che la ricerca scientifica ha dimostrato, ormai da diversi anni, che la causa necessaria, ma non sufficiente, per sviluppare il tumore del collo dell’utero è l’infezione persistente da parte di alcuni tipi di Papillomavirus (o HPV). Si tratta di virus trasmessi prevalentemente per via sessuale che, in presenza di altre condizioni note solo in parte (scarsa igiene intima, attività sessuale precoce, partner numerosi, fumo di sigaretta, uso prolungato di contraccettivi orali, HIV, immunodepressione, ecc.), può indurre, nelle cellule del collo dell’utero, la trasformazione tumorale.
Importante sottolineare che il periodo di “incubazione” del virus, prima che si manifesti come forma tumorale, può addirittura raggiungere i 15-20 anni. Ed è proprio in considerazione di questi periodi di tempo così vasti che si rende necessario eseguire periodicamente il Pap test, ad oggi lo strumento più efficace per individuare le lesioni precancerose del collo dell’utero.

Ma le problematiche, come ribadito dal Dott. Stigliano, nascono proprio qui: ovvero dalla mancanza di informazione da parte dei medici di base su quelle che vengono definite “le fasce più deboli” della società.
Seconfo Stigliano, infatti, sarebbero proprio loro ad evitare gli screening di prevenzione attraverso, come dicevamo, i pap test, proprio per la minor frequentazione del ginecologo.
Senza un’adeguata informazione– ribadisce il medico- aderiranno meno anche alla vaccinazione. E quest’evenienza, dal punto di vista dell’equità sociale, è un suicidio“.

L’utilizzazione del vaccino anti HPV rappresenta, infatti, un importante presidio di prevenzione, che si affianca ma non sostituisce lo screening periodico, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Va tenuto presente, inoltre, che i suoi effetti sulla prevenzione del cancro della cervice saranno prodotti solo tra alcuni decenni.

Molte Regioni stanno attivando meccanismi di copayment per ampliare l’accesso alla vaccinazione e ridurne, così, il costo finale, mentre la maggior parte delle Regioni italiane lo fornisce gratuitamente alle ragazze fino a 12 anni di età.

LA LILT
Per concludere riportiamo i consigli della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori per prevenire al meglio la possibile insorgenza del tumore.
Le strategie efficaci per prevenire il tumore del collo dell’utero sono estremamente semplici e facilmente eseguibili da ogni donna: • curare sempre la propria igiene personale • evitare rapporti sessuali a rischio non protetti • eseguire periodicamente il Pap test, aderendo ai programmi di screening • effettuare controlli ginecologici regolari • non aspettare ad avere dei sintomi per sottoporsi a dei controlli e non esitare a sottoporsi ad una visita ginecologica in caso di disturbi, anche se lievi.

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