Telecamere negli asili per evitare maltrattamenti sui bambini, chi favorevole chi contrario

Capita sempre più sovente di sentir parlare di telecamere negli asili per evitare maltrattamenti sui Bambini, chi favorevole chi contrario, ma sinceramente mi sento male al pensiero di questi poveri bambini spintonati, presi a schiaffoni a parolacce e minacce da parte di queste maestre, che non saprei definire se non … mostri.

Purtroppo questo tipo di mostro si nasconde dietro un’apparenza di assoluta normalità, la persona più rassicurante che meno te lo aspetteresti, capace di infondere nei genitori fiducia, alla quale vengono lasciati i nostri beni più preziosi, i nostri Bambini.

Telecamere negli asili per evitare maltrattamenti sui bambini, documentazioni video e audio, ma c’è chi è favorevole e chi è contrario

Telecamere negli asili, chi è favorevole

Le proposte lanciate da genitori dopo i recenti casi di cronaca che vedevano le “buone” insegnanti maltrattare i bambini, sono nello specifico due petizioni in cui si chiede di collocare le telecamere all’interno del nido e delle scuole per l’infanzia.

La primissima petizione nasce da una mamma romana, Federica Funi, promotrice già da diversi anni del tema proposto, telecamere negli asili per evitare maltrattamenti sui bambini, e che conta in questo momento 15.864 sostenitori, e con queste parole presenta l’iniziativa.

“Care mamme mi rivolgo a voi, perché so che a nessun altro più di voi sta a cuore la sicurezza dei propri figli. Inizio questa petizione per chiedere che a ogni asilo di Italia siano istallate delle telecamere in modo da poter tenere sempre sotto controllo i nostri bambini, giacché gli episodi degli ultimi tempi rivelano comportamenti poco umani da parte delle maestre. In questo modo lo potremmo prevenire, prima che tutto ciò arreca i danni, all’equilibrio psicologico e fisico dei nostri bambini. Voglio premettere però che non tutti gli asili sono cosi. Ma meglio prevenire che curare.”

La seconda nasce e cresce con il gruppo Facebook “#sialletelecamere”, che conta 48.281 membri, propone le telecamere per tutte le strutture in cui si lavora con soggetti minori o non in grado di difendersi.

Telecamere negli asili, chi invece non è favorevole

Purtroppo a dire NO alle telecamere negli asili per evitare maltrattamenti sui bambini, è il Garante della Privacy che dice appunto no all’introduzione indiscriminata di webcam e telecamere negli asili nido dopo la notizia che un asilo privato di Ravenna (I pargoli) aveva deciso di installarle per consentire ai genitori strumento deterrente contro abusi e maltrattamenti.

Questo voleva essere una forma preventiva di controllo, dopo i ripetuti fatti di cronaca degli ultimi tempi per tranquillizzare le famiglie sul fatto che i loro figli erano in strutture e con persone di cui fidarsi.

Tra le motivazioni del no che il Garante ha addotto contro i provvedimenti adottati in primo luogo l’interesse primario di salvaguardare il diritto alla privacy dei minori.

In secondo luogo, il fatto che l’unico stimolo a introdurre sistemi di videosorveglianza, è la necessità di tranquillizzare i genitori, senza che questo apportasse nessun miglioramento reale nella vita dei piccoli.

Quindi, la non idoneità dei mezzi stessi utilizzati poiché l’accesso alla struttura tramite webcam, proprio per una questione tecnica, era, in effetti, consentito a chiunque e non solo alla famiglia del bambino in questione.

Infine, ma non ultimo il fatto che i genitori potessero indiscriminatamente guardare immagini riguardanti tutti i bambini presenti nel nido. Non solo quelle del proprio figlio.

Ha spiegato Soru, presidente dell’Autorità: “Sistemi di controllo così intrusivi devono essere usati con estrema cautela poiché possono condizionare la spontaneità del rapporto con gli insegnanti”.

Quindi favorevoli o contrari? Servono le Telecamere negli asili per evitare maltrattamenti sui bambini?

È una vicenda molto delicata, dunque, e deve essere affrontata in modi diversi, si devono necessariamente tutelare la dignità, la professionalità e la serenità di quanti, onestamente e serenamente dalle maestre al personale addetto, ogni giorno lavorano con i bambini e c’è da dire con grande dedizione.

Non si deve fare di tutta l’erba un fascio, perché con questi tristi fatti siamo tutti volenti o nolenti presi dall’onda emotiva, dopotutto questi fatti incresciosi e spiacevole che ci lasciano sgomenti, quindi e meglio ponderare e agire saggiamente, ci sono di mezzo dei bambini e la loro incolumità.

Quindi a mio avviso prima di arrivare all’estrema misura delle telecamere dobbiamo procedere per gradi, senza criminalizzare a priori un intero settore, innanzi tutto il genitore deve tempestivamente segnalare qualsiasi sospetto di maltrattamento o mala gestione alle forze dell’ordine.

L’ amministrazione pubblica deve avere un controllo costante e più stretto sul comportamento del personale e sul benessere dei bambini, devono assolutamente essere introdotti e fatti con regolarità test psicoattitudinali adeguati, e adottare selettivi i criteri nella scelta del personale che si occuperà di accudire ai nostri bambini.

Non è una situazione facile e non lo è soprattutto quando si parla di maltrattamenti sui bambini, è ancora più difficile scegliere la cosa giusta, ma di sicuro è più importatne migliorare la sicurezza e la qualità del personale, e in questo modo riuscire a dare sicurezza alle famiglie, piuttosto che optare per un solo controllo tecnologico che potrebbe intaccare la spontaneità e la libertà di bambini e insegnanti.

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