Stitichezza (e coliche): cosa fare?

Care mamme,

come anticipato la settimana scorsa, continuo con il discorso dedicato alla stitichezza dei nostri bebè, un problema che dal punto di vista clinico non è troppo preoccupante, ma che lo è invece dal punto di vista pratico. I bimbi si lamentano, sono disturbati, le loro difficoltà si ripercuotono anche sulla qualità del sonno e quindi della  vita, la loro e quella della famiglia preoccupata. Stanchezza, nervosismo, senso di impotenza…  aiuto!

Parliamo quindi di cosa si può fare per aiutare i nostri bimbi e la loro digestione. Fare qualcosa è di per sé una terapia, perché ci rende attivi, ci fa sentire abili e permette al bimbo di sentire che ci siamo, che stiamo agendo per lui e con lui. E non è cosa da poco!

Nella mia lista della settimana scorsa ho messo in cima “l’alimentazione della mamma”. Bisogna dire però che nei lattanti la stitichezza è davvero rara. Anche se l’evacuazione avviene ogni due, tre giorni non c’è da preoccuparsi, perché le feci del lattante sono morbide e liquide, al massimo possono essere scarse. Il bimbo però può avere dolori alla pancia e aria, le cosiddette “colichette”, che si possono contrastare provando a cambiare alimentazione, in quanto possono (“possono”, le ragioni sono tante e in parte sconosciute) essere provocate anche dalla composizione del nostro latte.

Attenzione: il latte materno è e rimane l’alimento migliore in assoluto per i nostri bebè! La sua composizione, però, dipende in parte anche dal cibo che mangiamo ed eliminando qualche alimento “controverso” possiamo renderlo ancora più leggero e digeribile, senza inficiare sulla sua ricchezza nutritiva.

Nel prossimo post affronterò l’argomento scendendo nello specifico dei cibi che possiamo provare a sospendere per un po’,  o a consumare in modo diverso.

Immagine: “Bimbi nudi” di Armando Spadini

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