Sta per arrivare anche in Italia la pillola dei 5 giorni dopo

Care mamme,

è di qualche giorno fa la notizia che il Consiglio Superiore di Sanità ha dato il primo ok all’introduzione anche nel nostro Paese di EllaOne, meglio conosciuta come la pillola dei 5 giorni dopo, commercializzata dalla HRA Pharma.

La pillola è a base di ulipristral acetato e impedisce l’inizio della gravidanza inibendo temporaneamente i meccanismi dell’ovulazione, proprio grazie al suo effetto anti-progesterone. È efficace fino a 120 ore dopo il rapporto considerato a rischio.

La decisione è arrivata un po’ in ritardo rispetto alle previsioni – si aspettava infatti dallo scorso settembre – e non sono mancate le polemiche. Perché l’introduzione in Italia diventi ufficiale, la pillola dovrà infatti ottenere il via libera anche dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la cui commissione consultiva tecnico scientifica aveva in passato già espresso diversi dubbi al riguardo, soprattutto in relazione alle possibili conseguenze di un eventuale uso frequente e ripetuto del farmaco.

Molte polemiche sono inoltre legate a dubbi di compatibilità del prodotto con la legge 194, che regolamenta il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Secondo il CSS non ci sarebbe dunque contrasto, visto che EllaOne è un farmaco per la contraccezione d’emergenza e non per l’aborto.

Ad ogni modo, il CSS ha comunque chiesto che la prescrizione della pillola venga effettuata esclusivamente dopo aver accertato con un test di gravidanza che la fecondazione non sia ancora avvenuta. Questo perché sarebbe inutile assumerla se la gravidanza fosse già in atto.

Molto soddisfatti i sostenitori del farmaco: “Era ora. Rischiava di diventare una telenovela come quella della Ru416”, ha dichiarato il ginecologo Silvio Viale, primo a sperimentare in Italia la pillola abortiva. “Adesso mi aspetto – ha aggiunto – che il prossimo passo sia l’abolizione della ricetta obbligatoria per la contraccezione di emergenza, come già avviene nei paesi europei e negli Usa. Oggi, addirittura la ricetta è personale e non ripetibile, costringendo così le donne a umilianti pellegrinaggi da un ospedale all’altro. Non c’era alcun motivo scientifico per negare l’autorizzazione alla pillola dei cinque giorni dopo. Il meccanismo è lo stesso delle contraccezioni di emergenza”.

Assolutamente contro, invece, il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita: “È un aborto a tutti gli effetti, di raffinata malizia, che non potrà avere alcuna attenuante dal punto di vista della morale né cattolica né razionale. Mi auguro che questa deliberazione sia responsabilmente respinta dal governo”. Sulla stessa linea anche Lucio Romano, copresidente nazionale dell’Associazione Scienza e Vita, per il quale “il via libera è un ulteriore passo verso la trasformazione dell’aborto in contraccezione”.

L’Italia sta dunque seguendo le orme di molti Paesi europei, come Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, nei quali l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha autorizzato la commercializzazione del prodotto dal 15 maggio 2009, e degli Stati Uniti, dove la Food and Drug Administration l’ha autorizzata a partire dal 14 agosto 2010.

A voi la parola mamme, cosa ne pensate?

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