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Raffreddore nei bambini o infezione respiratoria? Quando preoccuparsi

Il raffreddore nei bambini è un fenomeno davvero molto comune e diffuso. Spesso è associato anche alle otiti, alle faringiti, alle bronchiti e, nei casi più gravi, può addirittura comportare la comparsa di vere e proprie polmoniti.

Si tratta di malattie molto diffuse e ricorrenti nei bambini piccoli, pensate infatti che questo genere di problematiche si presenta in un bambino su quattro nei primi cinque anni di vita. Spesso le mamme si fanno prendere da falsi allarmismi: in molti casi si tratta di episodi sporadici che non devono destare una grande preoccupazione.

Quando è bene preoccuparsi?

Secondo i pediatri, i genitori dovrebbero preoccuparsi quando questi problemi compaiono almeno 8 volte nei bambini al di sotto dei 3 anni oppure 6 volte nei bambini dai 3 ai 7 anni. Quando però le infezioni risultano tutte della stessa tipologia, quando ad esempio il bambino ha vari episodi di otite durante l’arco dell’anno, i genitori hanno tutto il diritto di preoccuparsi anche alla comparsa di appena 4 episodi l’anno.

Raffreddore nei bambini e infezioni respiratorie, perché così spesso?

Nella maggior parte dei bambini si nota una risposta immunitaria innata alle aggressioni esterne davvero molto forte, che permette anche ai più piccoli di prendere al massimo un raffreddore e di non cadere invece in infezioni respiratorie gravi come quelle che abbiamo appena descritto. Altri bambini invece possono avere una risposta immunitaria molto più debole, il loro organismo non è in grado di attaccare in modo combattivo i virus. Non solo, i bambini in tenera età, al di sotto quindi dei 3 anni, hanno solitamente una risposta adattativa poco sviluppata, non sono in possesso quindi degli anticorpi necessari per combattere alcuni microrganismi presenti negli ambienti in cui viviamo.

Credere però che le infezioni respiratorie e il raffreddore nei bambini siano causati solo ed esclusivamente da questi fattori è del tutto sbagliato, entrano in gioco infatti anche molti fattori ambientali:

  • prima di tutto dobbiamo ricordare che i bambini frequentano scuole e asili, dove è molto facile essere sottoposti a germi e batteri
  • le città in cui viviamo hanno tassi di inquinamento davvero molto elevati, che ovviamente comportano problematiche respiratorie molto gravi
  • il fumo delle sigarette a cui i nostri figli sono spesso sottoposti
  • l’abitudine di utilizzare il ciuccio che può comportare la comparsa delle otiti.

Raffreddore nei bambini e prevenzione

La prevenzione è come sempre l’arma più forte di cui siamo in possesso.

Per prevenire le infezioni respiratorie e il raffreddore nei bambini la prima cosa da fare è sicuramente combattere i fattori ambientali. Ovviamente non possiamo tenere i nostri figli lontano dalle scuole e dagli asili, possiamo però evitare che entrino in contatto con il fumo delle sigarette e possiamo limitare l’utilizzo del ciuccio.

Possiamo inoltre cercare di far loro trascorrere quanto più tempo possibile in ambienti dove l’aria è poco inquinata, portandoli magari al pomeriggio in un bel parco verde e facendo loro quindi respirare aria pulita. Una volta combattuti i fattori ambientali, dobbiamo cercare di aiutare il sistema immunitario dei bambini a diventare più forte giorno dopo giorno, somministrando loro, ad esempio, un po’ di vitamina D che, appunto, ha un’azione immunomodulante.

Esistono poi anche appositi farmaci che permettono di rendere molto più attiva la risposta immunitaria innata come il pidotimod o l’OM 25, farmaci che in pratica stimolano il sistema immunitario e permettono ai globuli bianchi di riconoscere, e quindi anche di combattere, vari microbi. Ovviamente la decisione di somministrare dei farmaci deve essere presa sempre insieme al proprio pediatra.

(Foto: riza.it)

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