Quando il mobbing è tra colleghe

Katia, alle 19 novembre ore 17:21, ci scrive:

Buona sera.
Io sono rientrata dalla maternità subito dopo i tre mesi previsti per legge perché lavoro in un’agenzia turistica ed iniziava la stagione estiva. I proprietari sono stati molto disponibili. Chi mi ha fatto mobbing è stata la mia collega (nonché moglie di uno dei titolari) perché lavorando meno ore (causa allattamento) a lei toccava impegnarsi di più (l’attività è sua…) Mi ha fatto venire l’esaurimento nervoso, con cambi continui dei turni secondo le sue esigenze (feste di compleanno, giri in spiaggia) mentre io (con una bimba di 3-4 mesi) dovevo sottostare alle sue richieste senza che i proprietari mi dessero una mano…. Dopo un mese praticamente mi è andato via il latte…. Abbiamo fatto una mega lite e praticamente ora facciamo turni ben definiti e non la vedo ormai da 6 mesi… Come si fa ad essere così infimi? Grazie per l’ascolto (o meglio la lettura)…

Risponde Maria Cimarelli, presidente di Working Mothers Italy:

Cara Katia,

comprendo perfettamente la tua rabbia e stato d’animo.

Mi chiedo: ma quindi alla fine che orari seguivi?

Tieni conto che in allattamento per legge si deve seguire un orario ben preciso: 1 ora in meno se l’orario precedente era inferiore a 6 ore al giorno oppure 2 ore in meno se l’orario precedente era superiore a 6 ore al giorno.

Questo per permettere alla mamma di recarsi al lavoro ma non assentarsi per troppe ore ai fini dell’allattamento e vale anche se concretamente non si allatta più fino al 1° anno di vita del bimbo. Se non fosse andata così e ne avessi le evidenze ci sarebbero gli estremi per procedere contro il tuo datore di lavoro.

Anche nel tuo caso, ti ricordo che in Working Mothers Italy abbiamo un Team di avvocati molto seri che possono offrirti una consulenza, anche telefonica,  per comprendere se si possa procedere o meno verso il datore di lavoro.

In bocca al lupo!

Maria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *