Prevenire le ragadi: schema riassuntivo

Care mamme,

visto che abbiamo parlato dei problemi che possono insorgere durante l’allattamento in più di un post, ho pensato vi potesse essere utile un piccolo schema riassuntivo di tutto ciò che è stato detto, per aiutare tutte voi future e neomamme a vivere un’esperienza piacevole e gratificante, prevenendo l’insorgenza di fastidiosi disturbi come ragadi e mastite.

  • Fin dai primi mesi di gravidanza, massaggiate i capezzoli con un asciugamano ruvido per poi passare, successivamente, ad un guanto di crine. Servirà a rendere la pelle di capezzolo e areola più robusta e quindi meno soggetta a lacerazioni
  • Negli ultimi mesi di gravidanza, massaggiate invece la zona con oli emollienti tipo olio di mandorle, per ammorbidire i tessuti
  • Non lavate i capezzoli con il sapone, né prima né dopo il parto, perché il sapone secca la pelle e la rende più soggetta a screpolature
  • Quando la data prevista per il parto si avvicina, iniziate a spremere un po’ di colostro (il primo latte) per aprire i canali lattiferi ed evitare eventuali ingorghi che possono manifestarsi quando si inizierà ad allattare
  • In fase di allattamento, usate sempre una crema specifica per i capezzoli che non deve essere rimossa prima di ogni poppata, per evitare di lavare i capezzoli troppo spesso e di indurirli con prodotti non adatti
  • Di tanto in tanto, massaggiate capezzolo e areola con una goccia del vostro latte
  • Offrite sempre voi il seno al bambino, stringendo leggermente l’areola con le dita, per facilitargli la “presa” e controllare che la suzione sia corretta
  • Staccate il bambino dal seno delicatamente, evitando gli strappi: un buon metodo è infilare la punta del vostro mignolo tra il capezzolo e l’angolo della bocca del bebè, tirando il seno verso il basso: vedrete il piccolo aprirà la bocca automaticamente
  • Evitate poppate troppo lunghe, al massimo 20-30 minuti in tutto, per evitare che il piccolo, succhiando a vuoto, irriti il capezzolo
  • In caso di seno gonfio e dolorante, per evitare il rischio di un ingorgo mammario, cercate di allattare più frequentemente iniziando dalla mammella più tesa e dolente, che deve essere vuotata prima
  • Sempre in caso di ingorgo, prima della poppata, applicate sul seno degli impacchi caldo-umidi per facilitare la fuoriuscita del latte e, dopo, degli impacchi freddi per diminuire l’infiammazione e avere un po’ di sollievo. Se necessario, per ridurre la tensione al seno, potete ricorrete al tiralatte tra una poppata e l’altra
  • Cercate di alternare le diverse posizioni, per evitare che la zona del capezzolo più “bistrattata” sia sempre la stessa
  • Non utilizzate il paracapezzolo come misura preventiva ma solo come protezione in caso di ragadi vere e proprie, in attesa che la ferita si cicatrizzi del tutto
  • Cercate di fare asciugare spesso il seno all’aria oppure utilizzando l’aria calda del phon
  • Cambiate spesso le coppette assorbilatte che, se troppo impregnate, potrebbero provocare macerazioni della pelle
  • Indossate indumenti leggeri e traspiranti, evitando capi che comprimano troppo il seno
  • In presenza di capezzoli piatti o introflessi, il discorso è più complesso e vi invito ad approfondire l’argomento leggendo qui

Spero che questi consigli vi siano d’aiuto per spronarvi a non arrendervi e a cercare di portare avanti il più possibile questa meravigliosa esperienza, nonostante l’innegabile impegno richiesto e le difficoltà che potreste incontrare.

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