“One Day Young”: il progetto fotografico che immortala mamme e neonati a 24 ore dal parto

Care mamme,

vi ricordate come è stato il primo giorno di vita insieme al vostro bambino? Come vi sentivate in quelle prime, meravigliose, 24 ore?

La fotografa inglese Jenny Lewis ha provato a cogliere l’essenza di questi momenti così speciali, attraverso il progetto fotografico “One Day Young”. “L’idea” – spiega la Lewis – “mi è venuta ripensando alle emozioni che avevo provato quando ho avuto i miei figli: uno con un parto in acqua in ospedale e l’altro a casa. Volevo raccontare le incredibili emozioni che si provano nel primo giorno di vita del proprio bambino”. Non solo pianti continui, poco sonno e stanchezza perenne dunque, ma una testimonianza positiva, che vuole essere di sostegno e incoraggiamento per tutte le donne che si apprestano a vivere l’emozionante avventura della maternità.

Così la fotografa dà vita al suo ambizioso progetto, nato per durare 6 mesi, ma che invece va avanti già da 3 anni. Attraverso i suoi scatti, che ritraggono i neonati nel loro primo giorno di vita in braccio alle loro mamme e nella propria casa, la Lewis ha voluto testimoniare la profondità del rapporto madre/figlio, e soprattutto immortalare l’orgoglio di queste donne nello stringere il proprio bambino, l’orgoglio di essere madri. Un sentimento che accomuna tutte, indipendentemente da come sia andato il parto, o dallo stato sociale, dalla ricchezza o dal lavoro: la differenze non esistono più, solo la gioia e la fierezza di aver preso parte al miracolo della vita.

La fotografa non conosceva nessuna delle madri che hanno accettato di essere ritratte fino al momento degli scatti, ma è riuscita a coinvolgerle nel progetto con questo semplice, quanto toccante messaggio: “Il mio obiettivo è catturare il legame straordinario, il calore e la forza tra mamma e bambino. L’intera gamma di emozioni provate nel preciso momento in cui si fa strada l’istinto materno. Avendo avuto un parto in casa, sono particolarmente interessata a cogliere questo momento di intimità tra le mura domestiche, dove il mondo esterno non ha ancora fatto scoppiare la bolla…”

Come sottolinea l’artista stessa, il progetto non ha seguito uno svolgimento lineare ma ha sempre avuto una componente di imprevedibilità, perché non sempre madri e piccoli potevano effettivamente essere disponibili per un servizio fotografico in casa dopo sole 24 ore dal parto ma, assicura la Lewis, l’atmosfera che si è trovata davanti al momento degli scatti è stata sempre la stessa: calma, serenità e estrema naturalezza. Le donne erano tutte semplicemente se stesse, non dovevano dimostrare nulla, perché tutto il loro potere lo stavano stringendo tra le braccia.

Se volete conoscere Tara e Penelope, Melissa e Ava, Clemmie e Imo e tutte le altre protagoniste del progetto, potete visitare il sito di Jenny Lewis, cliccando qui.

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