Masturbazione nei bimbi, come reagire

L’autoerotismo è un comportamento comune anche nei bambini piccolissimi, maschi e femmine che tante volte causa un disagio da parte dei genitori.

Arrivare a toccarsi le parti intime non deriva da chissà quale percorso psicologico in un bambino ma semplicemente esplorando e scoprendo le parti del suo corpo, le mani, i piedi, le braccia le gambe, finisce per scoprire anche le sue parti intime e come avviene per i piedi, con cui capisce che può camminare con le parti intime scopre che offrono un  “piacere”. Ma per un bambino una parte del corpo vale l’altra non fa distinzioni e soprattutto non ha ancora il senso del pudore quindi non vi è motivo per lui di non toccarsi e di non arrecarsi piacere. Per questo care mamme e papà accettate serenamente se il vostro bambino approccia la masturbazione. L’auto stimolazione dei genitali rappresenta, per i bambini, soprattutto una possibilità di consolazione alla quale ricorrere nei momenti di stanchezza, di solitudine o di noia. Come avviene negli adulti, quando un bambino è intento nell’atto stimolatoria si annulla dall’ambiente circostante naturalmente senza particolari , solo intorno ai tre/quattro anni, con lo sviluppo del senso del pudore, il bambino inizia ad associare il proprio comportamento alle reazioni degli adulti e a praticare la masturbazione in situazioni di intimità, quindi in solitudine.
Ma sono proprie le vostre reazioni che devono essere controllate, evitando di rappresentare un aspetto negativo nella vicenda. Punizioni, o rimproveri eccessivi, rischiano di sviluppare nel bambino un tabù o un concetto negativo nei confronti della sessualità.
Castighi e rimproveri sono fuori luogo

Come abbiamo visto quella dell’autoerotismo è una esperienza assolutamente comune e naturale, tanto per i bambini quanto per le bambine. Impedire al bambino la masturbazione con rimproveri, punizioni e castighi è certamente un atteggiamento fuori luogo, tanto più se si pone la questione in termini “morali” assolutamente incomprensibili per il piccolo. Un atteggiamento troppo rigido rischia di portare il bambino ad una distorsione problematica di questo atto spontaneo, creando un’immagine sporca della sessualità e del piacere. Il rischio è di ottenere l’effetto contrario: l’idea di compiere un “atto proibito” spingerà il bambino ancora di più verso l’isolamento e l’autoerotismo.

Se altri si occupano del vostro bambino

Anche in questo caso il bambino ha bisogno di reazioni coerenti e non contrastanti. Se vi siete accorti che il vostro bambino ha scoperto il piacere della masturbazione, parlatene con le persone che si prendono cura di lui in vostra assenza – nonni, baby-sitter, maestre d’asilo – confrontandovi con loro e chiedendo che vengano evitate reazioni punitive, spiegate a queste persone qual è il vostro atteggiamento nei confronti di questo comportamento e educate gli altri a seguire la vostra stessa linea di azione senza paure o imbarazzi.

Raccogliete la sua richiesta di coccole

Spesso e volentieri la masturbazione nei bambini è una vera e propria richiesta di attenzione e di coccole, per questo il mio consiglio è quello di cercare di distrarre il bambino, quindi di dedicarvi a lui, facendo insieme un gioco o un disegno, o un’attività che lo coinvolga. Il vostro affetto varrà più di qualsiasi rimprovero.

Se si tocca in pubblico?

Non avendo ancora sviluppato il senso del pudore, potrà capitare che il bambino cominci a masturbarsi non solo in vostra presenza, ma anche in presenza di altre persone. Se così dovesse avvenire cercate di non cadere nel baratro della vergogna è un bambino e non distingue le situazioni, cercate piuttosto di distrarlo, di coinvolgerlo senza fargli pesare il VOSTRO imbarazzo. Cercate poi di spiegare che certe cose non si fanno come mettere le dita nel naso o mangiare con le mani o urlare o toccare le cose degli altri, fatelo con serenità ed educate il vostro bambino, senza drammi o sensi di colpa.
Quando preoccuparsi?

Ogni bambino è diverso dagli altri quindi la frequenza della masturbazione non è uguale per tutti ed è assolutamente personale. In ogni caso un ricorso troppo frequente nell’arco durante la giornata o particolarmente prolungato, accompagnato da un isolamento nei confronti degli altri bambini, devono essere considerati come possibili segnali di un disagio affettivo. Così come richiedono attenzione una masturbazione evidentemente esibita in pubblico o il tentativo del bambino di masturbare altri bambini. In questi casi è bene parlarne con il proprio pediatra che valuterà se sia il caso di rivolgersi ad uno psicologo o un sessuologo esperto di disturbi relativi a quest’età. Con il loro aiuto potrete capire perché nasce quel bisogno, così intenso da assumere più i tratti di una sofferenza più che di un piacere.

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