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Mamma Siria: i vaccini

Care mamme,

quelo dei vaccini è un argomento da sempre “arroventato” da discussioni e molte polemiche.

Da una parte abbiamo i medici e i pediatri che li raccomandano in nome della salute individuale e pubblica; dall’altra molti genitori che si sono opposti all’obbligatorietà di vaccinare i propri figli, in nome della libertà di cura sancita dalla Costituzione Italiana e, anche loro, in nome della salute dei propri figli, che ritengono non protetta (se non minacciata) dalla somministrazione indiscriminata di vaccini.

Questa controversia di per sé è irrisolvibile, dato che da una parte e dall’altra ci sono argomenti più che validi, e che non esistono al contempo ricerche scientifiche che provino che vaccini siano o non siano nocivi, che siano o non siano efficaci (e già questo dovrebbe preoccuparci un po’). A dirimerla comunque ci ha pensato l’Unione Euriopea a colpi di direttive: ha intimato all’Italia e alla Grecia, ultimi due paesi in Europa ad avere i vaccini obbligatori, di liberalizzarne la somministrazione, cioè di renderli facoltativi. Se le cose filano lisce, dunque, a partire dal 2011 non esisteranno più vaccini obbligatori (a dire il vero, alcune regioni come l’Emilia Romagna e il Piemonte hanno già liberalizzato i vaccini). Se invece persisteremo nell’obbligatorietà, verremo probabilmente sanzionati, e non sarebbe una novità.

Dopo una lunga riflessione, ho deciso di vaccinare mia figlia, ma con alcune riserve importanti. Tanto per cominciare, l’ho fatta vaccinare a sette mesi, e non a dure/tre come è ora in voga. Ho poi rifiutato l’esavalente, che contiene ben sei ceppi di cui tre non obbligatori.

Inoltre le ho fatto somministrare solo tre dei quattro vaccini obbligatori: poliomielite, difterite e tetano. Ho rifiutato l’epatite B. Se vorrà, si vaccinerà lei stessa quando sarà in grado di decidere, per quanto mi riguarda questo è un vaccino che non le farò fare.

Questa mia scelta ha comportato una lunga ricerca per trovare un consultorio che NON avesse solo l’esavalente e lunghe discussioni con il personale medico-sanitario che ha cercato in tutti i modi e con tutti gli argomenti di convincermi a vaccinare la bambina (e questo magari sarebbe anche lecito) e ha ostacloato la mia ricerca (e questo è leggermente meno carino). Inoltre, nonstante esista un vaccino trivalente che contiene i tre ceppi polio-difterite-tetano, e che comporta quindi una sola puntura a richiamo, i consultori non ce l’hanno e non sembrano avere l’intenzione di acquistarlo. La mia bambina dunque si è dovuta beccare tre iniezioni (ed eccipienti triplicati) e la cosa non mi ha lasciata affatto serena, né totalmente soddisfatta della mia scelta.

Quella del vaccino è una scelta particolare, difficile sia che si scelga di vaccinare sia che si scelga di non farlo. Come accennavo però in un mio post polemico di qualche tempo fa, caratteristica della scelta è la consapevolezza, il dire: lo faccio o non lo faccio? A cosa vado incontro in entrambi i casi?

L’andazzo prevalente è invece quello di vaccinare senza porsi nessun interrogativo di sorta, perché “bisogna farlo”,  perché te lo dice il pediatra e la ASL. Credo che in questo il nostro sistema sanitario abbia grandissime responsabilità… e anche un po’ di sinistra malafede.

Voi che ne pensate? Avete vaccinato i vostri figli? Se lo avete fatto, avete avuto dubbi, o convinzioni forti?

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