Mamma Sesa: che buoni gli integratori della mamma!

Care mamme,

vi voglio raccontare un aneddoto che oggi mi fa sorridere ma che, quando è successo, mi ha fatto spaventare a morte.

Allora, il fattaccio è successo all’incirca un anno fa, il mio bimbo non aveva ancora un anno. Come tutti i bambini di quell’età, era affascinato dai sonagli, o meglio, da qualsiasi cosa facesse un gran baccano semplicemente scuotendola, possibilmente mia o del padre.

I suoi sonaglini, infatti, così sfacciatamente infantili, non lo entusiasmavano molto, al contrario, adorava il mio barattolo degli integratori vitaminici che prendevo durante il periodo dell’allattamento. Ad ogni minima distrazione, me lo trovavo puntualmente con il barattolo in mano e l’aria trionfante, tutto intento a sbatterlo a destra e a sinistra per fare un po’ di casino.

Per farla breve, una mattina dopo averlo allattato, lo metto seduto in uno di quei seggiolini che si attaccano al tavolo mentre io libero la tavola dalle tazze della colazione. Una volta finito, lo prendo in braccio e lo metto nel box, così posso finire in tranquillità di riordinare.

Così inizio a fare quel che devo fare convinta che, come al solito, dopo neanche 5 minuti, inizierà a lamentarsi perché non vuole stare nel box. Invece, silenzio.

“Ah, bene!” penso “Finalmente stare nel box inizia a piacergli!”. Ma quel pensiero così ottimista viene, quasi immediatamente, sostituito da un altro molto più malizioso “Cosa starà combinando che se ne sta così buono buono?

Vado a vedere e quasi mi prende un colpo: sul mento e sul davanti della magliettina bianca di mio figlio, stava colando un liquido vischioso marrone che, lì per lì, non riuscivo ad identificare. Guardo meglio e vedo che sta masticando qualcosa, allora gli apro la bocca e cosa tiro fuori? Una mia pillola di integratori mezza mangiucchiata!

Ma non finisce qui, vicino a lui c’era il barattolo vuoto e tutte le pillole sparse intorno.

In preda al panico, l’ho preso in braccio e, d’istinto, sono andata a sciacquargli la bocca. Poi ho telefonato al pediatra spiegandogli l’accaduto e lui mi ha detto che probabilmente non era nulla di grave ma, per sicurezza, di telefonare subito al centro antiveleni.

Chiamo e l’operatrice mi fa leggere i componenti degli integratori e mi spiega che l’unica sostanza che avrebbe potuto arrecargli danno sarebbe stato il ferro, ma le quantità erano così basse che sicuramente non rappresentavano un problema. Finalmente ho ripreso a respirare e mi sono resa conto di come mi stava guardando mio figlio: era sdraiato beato sul suo ovetto, con il pancino pieno dovuto alla doppia colazione, con il dito in bocca e lo sguardo preoccupato di chi sta pensando: “E questa sarebbe l’adulta responsabile? Povero me!”. E mi sono sentita davvero una cretina.

Ho passato il resto della giornata a monitorare qualsiasi suo movimento, cambio di espressione, colpetto di tosse, modo di respirare e a dirmene di tutti i colori per la leggerezza dimostrata. E devo dire che non ho ancora capito come abbia fatto a portarsi quel barattolo nel box senza che me ne accorgessi.

Il grande spavento mi è servito comunque da lezione perché, quel giorno ho davvero capito quanto i bambini possano essere imprevedibili (e soprattutto veloci e silenziosi nelle loro marachelle!!!) e che non ci si può mai permettere di abbassare la guardia anzi, più crescono e diventano autonomi, più dovremo attrezzarci per farci crescere qualche occhio e mano in più…

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