Malattie psicosomatiche: il ruolo della PNEI

Quando si parla di Malattie Psicosomatiche si fa riferimento a tutte le patologie che vengono considerate secondo una prospettiva olistica, e cioè senza una netta separazione fra la psiche, il corpo e la mente. Il sistema immunitario svolge da questo punto di vista un compito prezioso, perché non solo produce anticorpi nei confronti delle malattie infettive ma agisce come una vera e propria rete di comunicazione. Il che vuol dire, in buona sostanza, che la mente non ha a che fare solo con il cervello, ma anche con il cuore, con il fegato, con l’intestino, con i polmoni, e così via.

Le funzioni del sistema immunitario

È grazie all’apparato immunitario che il nostro organismo è in grado di distinguere e di inattivare le sostanze estranee, in modo che possa essere garantita l’integrità fisica e psicologica. Le risposte dell’organismo vengono monitorate e regolate per far sì che il corpo sia protetto rispetto a stimoli potenzialmente pericolosi.

Tutto avviene per mezzo dei globuli bianchi che si trovano nel sangue, da cui dipende la produzione di anticorpi, vale a dire molecole che intervengono sugli elementi che non sono riconosciuti come parte dell’organismo: i cosiddetti antigeni. Il sistema immunitario, tra l’altro, è in grado di memorizzare specifiche informazioni, così da essere immune rispetto agli antigeni che ha già incontrato in passato.

La relazione tra il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario

Il sistema nervoso centrale comunica in maniera costante con il sistema immunitario, dal momento che tramite i neuropeptidi le cellule immunitarie conducono all’apparato neurologico le informazioni che sono state captate nel corso del monitoraggio del corpo.

I neuropeptidi sono intercettati e rilasciati dalle cellule endocrine, dalle cellule nervose e dalle cellule immunitarie. Tali connessioni vengono analizzate dalle ricerche della PNEI, una branca di studio che prende in esame il rapporto fra la mente e il sistema immunitario, il sistema endocrino e il sistema nervoso, che sono i sistemi di regolazione fisiologica del nostro corpo.

Il ruolo dello stress

Nel contesto dello studio delle risposte fisiche e psicologiche correlate all’intersecarsi dei tre sistemi che abbiamo appena citato, lo stress svolge un compito di enorme rilievo. Nel momento in cui l’organismo è sottoposto a stress, esso viene invaso da particolari ormoni, come per esempio il cortisolo e l’adrenalina.

Qualora la durata dello stress sia ridotta e ci sia unicamente una fase acuta, in un primo momento l’effetto è positivo. L’azione immunitaria, infatti, viene esaltata dalla leggera crescita ormonale, la quale contribuisce anche ad accentuare le capacità di attenzione e di concentrazione e attiva le reazioni fisiche di adattamento.

La riduzione della risposta immunitaria

Se c’è un coinvolgimento emotivo della mente della persona, che deve fare i conti con una situazione di sconforto, di risentimento, di rabbia, di dolore, di sofferenza o di angoscia per un lungo periodo di tempo, le sostanze che rilasciate nella prima fase di stress hanno conseguenze benefiche in questo caso sono pericolose, e diventano vere e proprie tossine che danneggiano il corpo. Uno dei meccanismi dannosi che derivano dallo stress cronico è la riduzione della risposta immunitaria, che in alcuni casi può essere una vera e propria soppressione della stessa.

I cambiamenti dei parametri immunitari

Dopo stati di attivazione emozionale, sono stati registrati a livello scientifico importanti cambiamenti dei parametri immunitari, sotto forma di ritardo e depressione della produzione di anticorpi. In alcuni casi ci sono stati veri e propri fenomeni patologici, tra i quali la produzione di autoanticorpi, che è un evento più comune con le patologie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto o il diabete mellito di tipo I.

In che modo le emozioni influenzano l’organismo

Per l’analisi che viene sviluppata dalla PNEI, un elemento di fondamentale importanza è rappresentato dalla diretta influenza esercitata dalle emozioni sull’organismo. Nel momento in cui si verifica una reazione emozionale utile e adattativa, abbinata a uno stress fisiologico, ad essa non si può attribuire un significato patogeno. Si concretizzano delle reazioni disfunzionali, invece, in presenza di uno sbilanciamento delle modalità di espressione emozionale.

Nel momento in cui si prende in esame il livello delle alterazioni biologiche come risposta allo stress occorre valutare le tante variabili soggettive, a cominciare dalla valutazione cognitiva e dalla gestione dello stimolo stressante, in quanto non è detto che in sé e per sé lo stress sia per forza dannoso.

Una strada a due direzioni

Per la prospettiva della PNEI, quello fra il corpo e la mente è un rapporto a due direzioni, nel senso che l’organismo è influenzato dalla psiche e la salute fisica subisce gli effetti dello stress e delle emozioni. Quel che è certo è che la reattività del sistema immunitario è decisamente più elevata rispetto a ciò che si immaginava un tempo: esso, per altro, comunica in maniera profonda con la psiche.

Nel momento in cui si ha il morale a terra o ci si sente stanchi fisicamente è più probabile che ci si ammali, che ci si prenda un’influenza o che si sia vittime di infezioni ricorrenti. Esistono, poi, dei disturbi molto comuni quando si verificano stati di stress: si tratta di malattie associate alla compromissione del sistema immunitario, come per esempio l’herpes labiale.

Nuove soluzioni terapeutiche

Se questa inedita concezione della struttura dell’organismo prevede una stretta correlazione fra l’immunità, lo stress e il cervello, l’approccio integrato che ne deriva dà il la a metodi terapeutici inediti: così, le terapie classiche possono essere integrate da altre discipline, come le terapie psicologiche e le medicine alternative.

La PNEI, poi, individua percorsi inediti a proposito delle radici delle principali condizioni morbose, e ciò determina un allargamento delle opzioni di cura a disposizione. Il sistema immunitario è connesso al sistema endocrino e al sistema nervoso: di conseguenza patisce l’effetto di numerose emozioni quali l’ansia, la depressione, il risentimento, la collera, la preoccupazione e la paura. La riduzione delle funzioni immunitarie è infine correlata a stati emotivi negativi.

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