La scarlattina

Parliamo oggi di scarlattina, una malattia esantematica che si manifesta nel bambino con febbre, arrossamento diffuso e faringotonsillite, causata dal batterio chiamato Streptococco beta-emolitico di gruppo B.
La scarlattina si contagia semplicemente attraverso un contatto diretto con il muco o la saliva del bambino infetto, oppure tramite le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti o semplicemente parlando; il batterio penetra attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori e la malattia è contratta!
Il picco di incidenza della scarlattina si verifica nel tardo autunno, in inverno ed in primavera e generalmente contagia i bambini sopra i 2 anni di vita ed in età scolare, che dopo 2-5 giorni dal contagio, manifestano i primi sintomi, quali un inizio improvviso con febbre che spesso arriva anche a 39°-40° C, brividi, cefalea, vomito, intenso mal di gola, faringe molto arrossata, mentre quanto alle fasi della malattia, la lingua si ricopre inizialmente di una patina bianca, quindi si desquama e diventa di colore rosso fragola ed entro le successive 12-48 ore compare la tipica eruzione cutanea, ossia l’esantema che arriva prima all’inguine, quindi alle ascelle, al collo e al resto del corpo nell’arco di 24 ore, facendo diventare il viso di colore rosso acceso tranne la zona del naso, della bocca e del mento, ossia la cosiddetta “maschera scarlattinosa”.

E’ opportuno quindi che ogni mamma sappia che le manifestazioni cutanee della scarlattina hanno l’aspetto di macule-papule, ossia macchioline di colore rosso, leggermente in rilievo, di aspetto puntiforme e ruvide come la carta vetrata, che si scolorano alla pressione ma di fatto di attenua in 3-4 giorni, lasciando il posto ad una desquamazione a lamelle, che inizia al volto e prosegue al tronco, alle mani e ai piedi, con un decorso completo di circa 10-12 giorni.
La scarlattina va curata dietro prescrizione mediata, in genere con gli antibiotici specifici per lo Streptococco Beta-emolitico di gruppo A ed è bene sapere, la malattia essere contagioso da 1-2 giorni prima dell’inizio dei sintomi e per tutta la durata della malattia ma se viene instaurata un’adeguata terapia antibiotica, il bambino non è più contagioso dopo 48 ore dall’inizio dell’antibiotico: buona guarigione!

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