Interdizione anticipata dal lavoro o maternità a rischio

Care mamme,

diamo un veloce sguardo alla normativa sulla maternità anticipata, ovvero la gravidanza a rischio. Per tutte le mamme lavoratrici con il procedere della gravidanza diventa sempre più difficile sopportare le condizioni di lavoro (o talvolta piuttosto gli spostamenti per le mamme pendolari), tanto che si rende necessario richiedere l’interdizione anticipata dal lavoro.

Si tratta di una interruzione forzata dal lavoro che avviene ben prima del congedo di maternità (che può essere goduto due mesi prima e tre dopo il parto oppure un mese prima e quattro dopo), dopo il quale comunque si può richiedere anche il congedo parentale, e che in genere l’ispettorato del lavoro concede su indicazione del ginecologo.

Esistono, infatti, lavori che per svariati motivi sono incompatibili con lo stato di gravidanza oppure circostanze per cui la donna si vede costretta a stare a casa allettata, magari per complicanze che potrebbero compromettere la gravidanza stessa. In altri casi possono insorgere patologie legate alla gestazione che necessitano di cure e riposo.

In tutti questi casi la gestante, dopo essersi fatta visitare dal ginecologo, potrà presentarsi all’ispettorato del lavoro competente nel proprio territorio che, dopo un’attenta analisi delle carte, valuterà se firmare i documenti, che implicheranno l’interruzione istantanea del lavoro.

Spesso le donne spinte dal desiderio di lavorare fino all’ultimo per poter godere di un mese in più di congedo obbligato dopo il parto, cercano di lavorare fino al termine dell’ottavo mese trascurando eventuali segnali o disturbi. È importante in questi casi affidarsi al ginecologo di fiducia e raccontare per filo e per segno le condizioni di lavoro, le modalità, l’ambiente fisico in cui si lavora e quello emotivo, non celando eventuali fenomeni di mobbing o pressioni che potrebbero causare stress o ansia, pericolose per la salute del bambino e della futura mamma.

Il ginecologo provvederà tramite certificato medico ad accertare lo stato di gravidanza, la data presunta del parto, la prognosi e la diagnosi che attestano le complicanze ed eventualmente le patologie intercorse durante la gestazione che rendono necessaria l’interruzione del lavoro.

Fino alla firma da parte dell’ispettorato del lavoro dei documenti per la maternità anticipata si usufruisce della malattia generica con certificato del medico di base, che saranno poi commutati in giorni di astensione (poiché l’interdizione ha valore retroattivo dal giorno in cui si è presentato il certificato all’ispettorato).

A differenza della malattia, lo stato di maternità anticipata non prevede vincoli di orario  e consente alla futura mamma di spostarsi senza problemi per eventuali terapie o visite mediche (si è insomma libere di uscire durante tutta la gravidanza a qualsiasi ora), senza obbligo di presenza a casa negli orari delle visite di controllo.

A cura di Manuela Boschetti

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