Incinta a 40 anni: la storia di Francesca

Care mamme,

oggi vi vogliamo raccontare una storia molto bella, che ha per protagonista una di voi. Questo è infatti il racconto di una nostra lettrice, che ha deciso di condividere con noi di MammaOggi un momento magico della sua vita: lei è Francesca, viene dalle Marche ma abita da anni a Milano e, come lei stessa dice, ha la “veneranda età di 41 anni e mezzo”.

Francesca è incinta di 30 settimane del suo primo figlio, un maschietto, che nascerà a luglio. Un figlio fortemente voluto, che è arrivato però in maniera piuttosto inattesa.

La ricerca della gravidanza

Come mai arriva solo ora? Non nascondo che avrei voluto un figlio molto prima ma gli eventi della mia vita hanno portato a rimandare, rimandare, rimandare. Quando finalmente con il mio compagno abbiamo deciso di metter su famiglia, come troppo spesso accade, la gravidanza non è arrivata. Tanti tentativi ma nulla. Si può immaginare l’attesa e la successiva delusione ogni volta che il ciclo arrivava e il ‘dover’ ricominciare da capo. Evidenzio il verbo DOVERE perché alla fine sembrava che avere un figlio fosse diventato un dovere. Per questo abbiamo smesso di pensarci. ‘La natura è natura e va rispettata’ pensavo e lo penso ancora. ‘Se il destino non vuole farmi e farci vivere la gioia di essere genitori, pazienza!

Ovviamente la delusione e il dolore venivano rafforzati dai vari commenti di parenti, colleghi, amici: ‘Ma come mai non avete figli? Ma cosa aspettate? Bla bla bla…’ – commenti che fanno male, ma ai quali ho imparato a rispondere con molta ironia (non mi manca): ‘Mica li posso comprare al supermercato!!!’ Ma poi, nel modo più inaspettato, è arrivata la bella notizia!”

Finalmente incinta

Il sogno si avvera, il test di gravidanza è positivo e Francesca prova un mix di sentimenti che fa fatica a descrivere e a gestire: “Pensieri, mente, corpo in subbuglio. Mille emozioni in mezzo secondo. Il mio primo pensiero è stato ‘Ho 41 anni e divento mamma! Quando nascerà mi chiamerà nonna…’ e poi ‘Sarò capace? Saremo capaci? Siamo grandi, abbiamo ormai le nostre abitudini…’  Di colpo mi sono sentita vecchia. Sensazione che però ho fatto durare poco! 🙂 Allora, via! Pronti ad affrontare tutto!”

Le reazioni di parenti e amici

“Beh, che dire… Devo ammettere che ormai un po’ tutti ci avevano messo una pietra sopra, quindi la felicità è stata doppia! I miei genitori sono al settimo cielo e mia sorella Maria non vede l’ora di fare la zia. L’unico retrogusto amaro è il fatto che siamo lontani e sto soffrendo ora più che mai di questo distacco, non tanto per l’aiuto che potrebbero darmi in futuro con il mio bambino, quanto per la condivisone delle mie emozioni con loro”.

Francesca ha coinvolto la sua famiglia anche nella scelta del nome: “la decisione non è stata semplice, anche perché il mio compagno ha il doppio cognome e gli abbinamenti sono più complicati… Alla fine abbiamo scelto la tradizione, con un nome corto e classico: Luca”.

La vita col pancione

“Devo dire che per ora sta andando tutto secondo manuale (parole della mia ginecologa!). In più ho avuto anche la fortuna di non avere problemi: né nausee, né vomito, né altri tipi di disturbi, solo un po’ di sonnolenza. Sto mangiando di tutto (a parte le classiche cose che ti tolgono per via della toxoplasmosi) e al momento sono ingrassata solo sulla pancia.

Mi sono sentita e mi sento tuttora abbastanza su di giri e infatti sto continuando ad andare a scuola la mattina – insegno inglese alle superiori – e ad occuparmi dei vari progetti di cui sono responsabile. Non mi sono mai tirata indietro.

A volte i colleghi non capiscono chi me lo faccia fare di stare ad impazzire dietro alunni vivaci e svogliati, ma è il mio lavoro e a me piace! E poi la gravidanza, se si sta bene ovviamente, non è una malattia anzi, è il periodo più bello per una donna e dunque perché non farlo vedere? Devo anche ammettere che i miei studenti, quando ho dato la notizia dell’arrivo del piccolo, hanno avuto tutti delle reazioni bellissime, soprattutto i maschi. Sono diventati più affettuosi, più premurosi e curiosi. Mi chiedono spesso se possono toccare la pancia e alla mia risposta affermativa, si avvicinano con timore e la accarezzano… Hanno persino paura di farmi male. Continuano sempre a non studiare, ma almeno sono teneri! 🙂

Quindi, se tutto continua in questo modo, continuerò a lavorare fino all’8° mese, così avrò più tempo dopo per godermi il mio piccolino”.

Si avvicina il rush finale: affrontare il parto

“Ovviamente un po’ di paura del parto c’è, eccome! Paura di non resistere, di non essere capace di affrontarlo… Ma non voglio immaginarmelo più di tanto perché non potrò mai prevedere come sarà in realtà.

Vorrei che fosse il più naturale possibile, ma non disdegnerò aiuti come l’epidurale o l’anestesia spinale. Sono grandi conquiste che possono aiutare la donna a risparmiare un po’ di energia/forza/spirito per la fase finale del parto. Non tolgono il dolore ma lo alleviano e quindi rendono tutto più sopportabile: ci si può muovere, camminare e quindi aiutare il piccolino ad uscire.

Comunque sia, al momento il piccolo è podalico, quindi ho davanti a me anche l’opzione del taglio cesareo”.

Allattamento al seno: sì o no?

“Mi auguro vivamente di sì! Se avrò abbastanza latte lo allatterò sicuramente per il tempo che serve. Il latte materno ha mille proprietà e benefici e vorrei che mio figlio ne potesse usufruire il più possibile!”.

Questa è la testimonianza di Francesca, una quarantenne quasi mamma con tanta energia e voglia di fare! Vi è piaciuta?

Francesca ha il termine previsto per fine luglio: intanto le auguriamo il meglio e restiamo in attesa di avere news sul piccolo Luca!

(Fonte immagine in evidenza: pixabay.com)

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