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I bambini che vivono vicino a zone di traffico intenso sono più a rischio di asma

Che l’inquinamento e lo smog causassero seri disturbi respiratori alla gente è risaputo, ma fino a che punto creano problemi alla salute dei più piccoli è una questione recente messa in risalto da uno studio condotto e pubblicato dalla European Respiratory Journal.

Smog, fumo passivo. Sono gli indiziati principali dei disturbi respiratori e delle vere e proprie bombe per l’apparato respiratorio dei bambini. Che comportassero problemi all’organismo era risaputo, ma una nuova indagine europea lo conferma: I bambini che vivono vicino a zone di traffico intenso sono più a rischio di asma.

In precedenza, si pensava che l’inquinamento da traffico potesse solo peggiorare una situazione pre esistente, ma il Los Angeles Time riferisce di uno studio europeo che può non solo aggravare il problema, ma addirittura esserne una causa. Lo studio, condotto per volere del European Respiratory Journal, ha esaminato la salute dei bambini in dieci città.

Lo studio ha abbinato ad alcuni dati sanitari locali, i rilevamenti diretti dell’esposizione a inquinamento da traffico a Barcellona, Bilbao, Bruxelles, Granada, Lubiana, Roma, Siviglia, Stoccolma, Valencia e Vienna. Misurando la condizione di vita di strade trafficate che contavano una densità di 10.000 veicoli al giorno. Tra le 10 città studiate, un terzo della popolazione complessiva è stata stimata vivere nel raggio di 75 metri da una strada trafficata, e più della metà a 150 metri.

Il 14 per cento dei casi di asma cronico rilevato nei bambini è stato attribuito a inquinamento da traffico stradale. Si tratta della prima volta che uno studio riesca a rilevare un collegamento diretto tra l’inquinamento veicolare e i casi di asma, anche se la questione è stata sospettata per molti anni. I risultati erano comparabili, hanno detto gli autori, al danno causato dal fumo passivo, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità accusa come responsabile dal 4 al 18 per cento dei casi di asma nei bambini.

La Dr. Laura Perez, ricercatrice dell’Istituto svizzero, nonché  autrice principale del rapporto, ha sostenuto che effettivamente si tratta della prima volta in cui alcuni ricercatori riescono a stimare la percentuale esatta di casi di asma dovuti ad inquinamento da traffico stradale. E alla luce di tutti gli studi epidemiologici esistenti che dimostrano da anni come il traffico stradale contribuisca alla comparsa della malattia nei bambini, è necessario considerare i risultati come un presupposto per migliorare l’elaborazione delle politiche di pianificazione urbana.

Insomma, un altro punto a favore dei veicoli elettrici, che producono zero emissioni locali, anche se è il caso di sottolineare che negli ultimi anni, le case automobilistiche hanno fatto enormi progressi nella pulizia dei loro motori a combustione.

La legislazione negli Stati Uniti, in Europa e altrove, è più rigorosa che mai oggigiorno e attenta alla questioni legate all’inquinamento atmosferico, e le auto prodotte oggi sono ben lontane da quelle che vagavano per le vie strozzate dallo smog di alcune città negli anni 1970 e 1980.

Nonostante ciò, vale la pena dire che per le famiglie con figli, l’opzione migliore per la salute dei propri piccoli è quella di evitare di vivere in una zona densamente popolata e ad alta intensità di traffico – poiché l’esistenza in queste zone potrebbe comportare problemi alla loro salute.

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