Figli “plusdotati”: come capire se nostro figlio è davvero più intelligente della norma

Care mamme,

non so a voi, ma a me ha sempre fatto tenerezza sentire mamme e nonne decantare le incredibili qualità dei propri figli e nipoti, sostenendo di essere assolutamente obiettive e non influenzate dal legame affettivo. Capita anche a voi? Anche voi temete di essere percepite allo stesso modo quando parlate agli altri dei vostri figli?

L’argomento secondo me è molto interessante perché, se in alcuni casi è la voce del cuore che parla, in altri davvero si è di fronte a capacità eccezionali, che rendono un bambino un piccolo genio o, più correttamente, un plusdotato. Ma come si fa a riconoscere la reale precocità del proprio figlio rispetto ai coetanei e, soprattutto, qual è il modo giusto di rapportarsi con un figlio più intelligente della norma?

Curiosando un po’ in rete, ho trovato degli interessanti articoli sul tema, in particolare uno pubblicato su Lastampa.it, che spiega appunto come riconoscere la plusdotazione e come comportarsi di conseguenza. Innanzitutto bisogna fare una distinzione importante tra i bambini prodigio, i geni e i cosiddetti plusdotati: i bambini prodigio sono quelli con uno spiccato talento verso una disciplina artistica o scientifica, i geni sono coloro che hanno contribuito all’avanzamento della società in un dato contesto, mentre i plusdotati sono i bambini con un potenziale intellettivo di molto superiore alla media e capacità cognitive assolutamente precoci rispetto ai coetanei.

La plusdotazione è quella più difficile da riconoscere perché spesso viene confusa con diagnosi negative come la sindrome da deficit di attenzione, iperattività, disturbi dell’apprendimento e addirittura dello spettro autistico: i bimbi plusdotati – appena il 5% circa degli studenti – rischiano infatti di annoiarsi in classe, trovando troppo facili e poco stimolanti i programmi scolastici, quindi si distraggono durante la lezione, si chiudono in un mondo tutto loro e i risultati scolastici tendono così a non essere soddisfacenti. Sentendosi differenti, infatti, i ragazzi ad alto potenziale non riescono a riconoscere il proprio valore, e sviluppano per questo una scarsa autostima. Per fortuna però, sembra che le scuole italiane si stiano finalmente attrezzando per sostenere questi bambini – finora snobbati per la difficoltà ad individuarli e seguirli adeguatamente – adattando la didattica anche alle loro esigenze, per far sì che il loro potenziale intellettivo sia sviluppato attraverso strumenti e condizioni di insegnamento particolari.

Per questo è ancora più importante per i genitori acquisire gli strumenti necessari per comprendere le peculiarità dei loro figli e incanalarle nel modo giusto, per permettere loro di esprimere al massimo il proprio potenziale. Secondo l’articolo, i segnali che devono far scattare il “campanello d’allarme” sono la precocità, la memoria e la capacità di astrarsi. Ad esempio, la capacità di leggere e contare già a 3-4 anni, ricordare le fiabe a memoria e notare ogni dettaglio che cambia nel vostro racconto, ricordare luoghi e strade con facilità anche dopo esserci stato 1 o 2 volte. La voglia di discutere di argomenti complessi e l’esigere spiegazioni dettagliate e precise, il bisogno di analizzare cause e conseguenze e l’uso di un lessico ricco e elaborato. I bambini plusdotati, inoltre, costruiscono ipotesi e astrazioni, osservano in modo acuto e notano dettagli che sfuggono agli altri. Non si distraggono facilmente se sono impegnati in qualcosa che li interessa e, al contrario, non si concentrano affatto sulle cose che generalmente attraggono gli altri bambini. Spesso e volentieri preferiscono stare da soli o in compagnia di adulti.

Riconoscete i vostri bambini in questa descrizione? Se pensate che vostro figlio sia davvero plusdotato, chiedete consiglio ad un esperto, che sia uno psicologo, un educatore o un pediatra, che vi aiuti ad accompagnare i vostri figli verso uno sviluppo sereno e nel rispetto delle loro esigenze. Molto utile allo scopo è anche la onlus StepNET, punto di riferimento per tutti gli individui plusdotati in Italia, che supporta nel loro sviluppo come persone con alte capacità ma con bisogni diversi dalla norma.

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