Epidurale pro e contro

Ho letto un articolo che mi ha particolarmente affascinato e mi ha un po’ distaccato da quelle che erano le mie convinzioni riguardo all’analgesia epidurale, il titolo diceva così

“L’analgesia non permette alla donna di sviluppare per intero il processo psicofisico della procreazione”.

La psicologia ha messo in evidenza come l’accettazione della separazione dal proprio figlio “fantastico”, è la condizione necessaria per poter accogliere il figlio reale, e ciò è permesso dall’esperienza del travaglio.

Questo processo di accettazione determina la successiva partecipazione attiva materna (le spinte in espulsivo).

Il dolore ha pertanto un importante ruolo nell’esperienza del parto, il disconoscerlo o addirittura ritenerlo superfluo, testimonia una scarsa attenzione alle dinamiche umane.

Ma allora perché si ricorre a questa tecnica?

L’analgesia epidurale, o peridurale, è una tecnica efficace per alleviare i dolori del parto. Il vantaggio dell’epidurale è aiutare la donna a sentire meno male durante le contrazioni pur lasciando inalterata la sua capacità di avvertirle e quindi restare vigile e attiva per tutta la fase del travaglio. Per poter avere una somministrazione di epidurale bisogna accordarsi anticipatamente presso l’ospedale scelto per partorire e va effettuata una visita con l’anestesista preliminare.

In ogni caso bisogna sottoscrivere un consenso informativo dove la futura mamma viene messa al corrente dei benefici e dei rischi, prendendosene dunque le responsabilità.

L’epidurale viene somministrata da un medico anestesista e viene iniettata nella zona della colonna vertebrale , nella parte più bassa della schiena è eseguita da un medico anestesista; la zona interessata dall’analgesia è la colonna vertebrale, nella parte bassa della schiena. La colonna ha al suo interno il canale vertebrale, nel quale è contenuto il midollo spinale, da cui hanno origine tutti i nervi, anche quelli che fanno percepire il dolore. Il midollo è protetto da tre membrane (le meningi) che lo avvolgono formando altrettanti strati. Attorno alla terza (la più esterna), la dura madre, si trova lo spazio epidurale (o peridurale), ed è qui che si inietta il farmaco analgesico che blocca gli stimoli dolorosi. La donna viene messa seduta o distesa su un fianco con la schiena leggermente incurvata. L’anestesista effettua una pre-anestesia tra la seconda e la terza vertebra lombare (o tra la terza e la quarta), all’altezza dei reni.

Una volta resa insensibile la parte, lo specialista infila un ago un po’ più grande nello spazio epidurale attraverso cui viene introdotto un piccolo tubicino di plastica (detto cateterino) per somministrare l’anestetico, dosato a seconda del bisogno del momento. L’ago viene, quindi, tolto mentre il catetere, fissato con un cerotto, resta posizionato per tutta la durata del travaglio, in modo da permettere alla donna di muoversi liberamente.
L’epidurale può essere eseguita solo travaglio iniziato, quindi il periodo di contrazione è già cominciato l’utero deve essere già dilatato di 4-5 cm e la testa del piccolo deve essere già nell’imbocco del canale di uscita.

L’epidurale (comunque controindicata per donne con disturbi alla colonna vertebrale, problemi di coagulazione del sangue, obese, allergiche o intolleranti ai farmaci impiegati per l’epidurale, affette da diabete gestazionale o ipertensione) .

Bisogna comunque ricordare quali possono essere gli effetti collaterali possibili:

– Bradicardia fetale (rallentamento della frequenza cardiaca fetale).

– Riduzione della forza contrattile uterina (temporanea e non)

– Rallentamento della progressione della parte presentata(difficoltosa discesa del corpo fetale nel canale del parto).

Nella pratica ostetrica, questi fattori determinano come conseguenza un aumentato ricorso al:

– Taglio cesareo

– Forcipe o ventosa ostetrica

Occorre sottolineare che l’aumentato ricorso al parto operativo determina a cascata l’aumento delle patologie materne e neonatali.

Altri effetti secondari

– Ipotensione materna (abbassamento della pressione sanguigna materna).

– Lombalgie conseguenti alla puntura lombare.

– Cefalea. Può durare da alcune ore ad alcuni giorni e necessita di riposo a letto con eventuale terapia farmacologia.

– Reazioni allergiche ai farmaci utilizzati.

– Infezioni in sede locale od estese al sistema nervoso (queste ultime sono evenienze molto gravi ma fortunatamente rare).

Occorre comunque sottolineare come l’anestesia epidurale sia ritenuta molto più sicura rispetto all’anestesia generale.

Voi mamme cosa ne pensate?

Fonte www.epidurale.it

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