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Diventare mamma dopo la chemio si può: la storia di Alberta

Care mamme,

oggi vi raccontiamo la storia di Alberta, una donna di 37 anni ora al terzo mese di gravidanza. Vi sembrerà una storia come tante altre ma non è così, perché Alberta sta per diventare mamma, dopo un cancro al seno e forti cicli di chemioterapia, grazie agli ovociti che aveva deciso di crioconservare prima di sottoporsi alle cure.

Cosciente dei rischi di infertilità ai quali sarebbe potuta andare incontro, Alberta si è rivolta al Centro per l’infertilità e la procreazione medicalmente assistita presso il policlinico universitario S. Orsola Malpighi di Bologna, per congelare i suoi ovuli e, ora, Alberta rappresenta il primo caso italiano di gravidanza dopo un cancro al seno.

Ad annunciarlo è la dottoressa Eleonora Porcu, responsabile del centro bolognese, al congresso SIGO (Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia) che si è tenuto nei giorni scorsi a Palermo. La dottoressa spiega che Alberta “è stata sottoposta ad una mastectomia allargata e ad una chemio molto forte per un tumore al seno aggressivo. Precedentemente aveva crioconservato i suoi ovuli. Visto il tipo di cancro da cui era affetta, sensibile agli estrogeni, abbiamo utilizzato una tecnica particolare di stimolazione ovarica con un nuovo farmaco, il letrozolo, che consente il trattamento ormonale della paziente senza che gli stessi ormoni vadano ad ‘alimentare’ il tumore”. Grazie alla tecnica all’avanguardia utilizzata, si sono potuti congelare ben 16 ovociti.

“Il cancro al seno – prosegue l’esperta – è il tumore più diffuso e devastante per le donne, con numeri impressionanti. Il caso di Alberta dimostra che c’è una speranza di poter diventare madri per tutte le migliaia di donne colpite da questa forma di tumore”. In Italia si stima che il problema riguardi dal 40 al 70% delle donne sottoposte a chemioterapia: secondo la dottoressa Porcu, per il solo tumore al seno, il numero oscilla tra le 15.000 e le 26.000 donne l’anno.

Voglio però terminare il post con un messaggio di speranza, lasciato a tutte le donne proprio da Alberta: “La scelta di congelare i miei ovuli ha rappresentato per me un modo diverso di affrontare la malattia. La malattia che mi ha colpita, cioè, diventava un percorso che aveva un obiettivo finale, quello di arrivare alla maternità. Per me è stata una scommessa da vincere. Quello che vorrei comunicare a tutte le donne colpite dal cancro al seno, come me, è che davvero non bisogna arrendersi mai, perché può esserci sempre un futuro, come io stessa sto vivendo e sperimentando”.

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