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Curare i bambini con dolcezza

Secondo un Rapporto congiunto di Unicef ed Oms dell’agosto 2006, la maggioranza dei farmaci nel mondo non è stata messa in commercio per essere somministrata ai bambini. Un fattore questo che ha contribuito, specie negli ultimi anni, ad un aumento dell’uso di terapie non convenzionali, tanto da poter parlare di “rivoluzione scientifica”. Un crescente bisogno di naturalità, che ha acquistato una dominante valenza culturale nei Paesi ad elevato standard socio-economico.

E i pediatri sempre più spesso associano farmaci e rimedi naturali. L’omeopatia, la cui applicazione in caso di donne in gravidanza o bambini è spesso soggetta a molti dubbi,  è un metodo terapeutico che si basa sul principio di cura delle malattie attraverso la somministrazione di una sostanza farmacologicamente attiva, in grado di produrre nella persona sana gli stessi sintomi che presenta il paziente. In omeopatia la malattia viene vista come il risultato delle attività di autodifesa dell’organismo e pertanto va potenziata e non soppressa. Le sostanze vengono diluite per ridurne l’effetto tossico e sottoposte a un particolare processo di successione che serve a conservarne ed ampliare l’informazione di origine e l’effetto terapeutico.

Lo stimolo esercitato dal rimedio potenzia le naturali capacità di autodifesa dell’organismo, senza produrre effetti collaterali. Queste caratteristiche fanno dell’omeopatia un sistema terapeutico particolarmente indicato durante la gravidanza e in età pediatrica. L’organismo del bambino ha ancora una reattività integra ed un sistema di difesa immunitario molto sensibile agli stimoli, in quanto non sono ancora stati utilizzati farmaci di sintesi o allopatici in dosi elevate che possono interferire nella capacità immunitaria originaria del bambino.

I bambini rispondono molto bene alle cure omeopatiche: può essere necessario richiedere determinati esami clinici, oltre alla visita, come esami del sangue e delle urine per avere un quadro il più possibile preciso sullo stato di salute del piccolo paziente. I rimedi omeopatici hanno diluizioni diverse a seconda del loro utilizzo, se vengono cioè utilizzati nella fase acuta della malattia o a scopo preventivo. L’omeopatia è un valido supporto per ritrovare lo stato di salute, perché aiuta l’organismo a sviluppare le proprie difese immunitarie. I rimedi omeopatici hanno un’azione dinamica, non presentano in genere effetti collaterali e non gravano né sul fegato né sui reni del bambino.

L’omeopatia non sopprime i sintomi, ma stimola l’organismo ad autoguarirsi, ottenendo soprattutto risultati più duraturi nel tempo. Un bambino rappresenta un terreno ideale per una medicina che sfrutta le forze di autoguarigione. Insieme alle forme usate tradizionalmente come le gocce, gli sciroppi e le compresse, in omeopatia si usano delle forme caratteristiche come i granuli. Essi sono delle sferette bianche a base di zucchero, impregnate della soluzione omeopatica. Rappresentano la forma farmaceutica ideale per i bambini, in quanto di forma simpatica e di sapore dolce. I granuli vanno fatti sciogliere lentamente in bocca, meglio ancora sotto la lingua, e non vanno né masticati nè deglutiti, in modo che si esplichi tutta l’attività terapeutica. Le gocce e gli sciroppi, come i granuli stessi, possono essere diluiti con poca acqua e tenuti in bocca per alcuni istanti. La via sublinguale è il modo migliore per assumere i rimedi omeopatici. La mucosa orale ed in particolare quella sublinguale hanno un’irrorazione sanguigna particolarmente alta, caratteristica fondamentale per garantire un assorbimento efficace del messaggio omeopatico.

I rimedi dolci sono utilissimi specie nei primissimi mesi di vita, per disturbi come il reflusso e le coliche. I bambini più grandicelli traggono beneficio dall’omeopatia in caso di infezioni respiratorie, spesso recidivanti, delle vie aeree superiori, in presenza di asma, tosse, raffreddore, tonsillite e otite. Inoltre la cura può diventare un ottimo preventivo alle malattie stagionali, quando si manifestano sintomi comuni da allergia primaverile, come rinite, starnuti, occhi che lacrimano.

Consulenza a cura della dottoressa Rita Bimbatti, educatrice e specializzata in sociologia della salute

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