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Crosta lattea: medicina tradizionale o omeopatia?

Crosta lattea è il termine con cui si indica una patologia che colpisce la cute e la pelle del neonato, già dalle prime settimane di vita. Tale disturbo è per lo più estetico, infatti è transitorio ed facilmente tollerabile dal bambino ma qualora non viene affrontato nel modo giusto, si può trasformare in un vero e proprio problema!

Infatti, è bene considerare che seppur in modo blando, la crosta lattea, irrita la pelle e la rende più sensibile e quindi maggiormente esposta alle aggressioni, per cui se non è detersa correttamente o se il bambino, con le unghie sporche la gratta e la graffia, i microrganismi possono proliferare.

Un accorgimento importante, pertanto è quello di tagliare regolarmente le unghie, onde evitare che grattandosi per calmare il prurito, si possa graffiare, altrimenti è possibile ricorrere a dei guantini di cotone da indossare.

La sovrapposizione di batteri stafilococchi e streptococchi, può infatti causare un’infezione detta impetigine, che comporta la formazione di pus infetto, la cui risoluzione, richiede l’impiego di creme antibiotiche, dietro l’intervento medico.

E’ bene inoltre prestare attenzione, che la cute sotto la crosta, non diventi rossa e non si inneschi la produzione di liquido sieroso, sintomo di infezione, a causa di un errato tentativo di rimozione delle scaglie.

In questi malaugurati casi, la parte infetta, va lavata frequentemente con la soluzione fisiologica tiepida e al bambino bisogna somministrare un antibiotico, dietro prescrizione del pediatra. Potrebbero tra l’altro  sovrapporsi i batteri saprofiti, la candida, oppure una dermatite da pannolino.

Statisticamente, i soggetti più a rischio, sono i piccoli nella cui famiglia, tale disturbo si è già manifestato ma fortunatamente, una volta risoltosi il problema,  non lascia alcun segno!
Qualora a dispetto della classica medicina tradizionale, si prediliga la nuova scienza omeopatica, ecco alcuni rimedi omeopatici, a cui fare ricorso, per curare in modo dolce, veloce e senza complicazioni l’organismo, onde espellere tutte le tossine e guarire in modo definitivo.
Ecco alcuni rimedi omeopatici:

  • 1° rimedio: quando la pelle delle guance e del mento è sede di un’eruzione vescicolare con un liquido mieloso e si formano delle croste giallastre che causano prurito, sciogliere in poca acqua  tre granuli  di Antimonium crudum 4 e farli assumere al bambino, ogni 3 ore;
  • 2° rimedio: se le eruzioni cutanee si hanno a livello del cuoi capelluto, della faccia, del mento e a livello del dorso delle mani e sono accompagnate da croste biancastre sotto le quali si raccoglie un pus giallastro, che provoca un prurito intenso e terribile, sciogliere in poca acqua, 3 granuli di Mezere, per 3 o 4 volte al giorno;
  • 3° rimedio: quando si riconosce un problema di lieve entità, con croste più o meno estese sul cuoio capelluto, si può somministrare 3 granuli di Viola Tricolor 30 CH, 2 volte al giorno per quindici giorni.

Metodi tradizionali o metodi omeopatici, a voi la scelta mamme, l’importante è che il problema si risolta il prima possibile, al meglio, infastidendo il meno possibile il dolcissimo pargoletto!

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