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Coworking: nasce a Roma L’Alveare per le mamme lavoratrici

Care mamme,

Il mondo del lavoro, almeno nel nostro paese, non facilita la carriera delle neomamme, vero? Tante sono spesso costrette a lasciare il posto, tante altre, a priori, firmano dimissioni in bianco all’assunzione, così che il datore possa letteralmente sbarazzarsi della donna in gravidanza. Timidamente, qualcosa sta cambiando anche in Italia. Un esempio è rappresentato da L’Alveareun progetto di coworking promosso dall’associazione romana Città della Mamme, mirato a sostenere i neogenitori, ed in particolare le donne che devono rientrare a lavoro.

Il progetto, presentato e vincitore del Call for social ideas promosso da Italia Camp e Unicredit, partirà il prossimo settembre, e la struttura verrà ubicata a Roma, nel quartiere di Centocelle, a via Fontichiari 35. I numeri, sono già interessanti: 200 mq, 22 postazioni, 2 uffici, una grande sala riunione, uno spazio baby, un’area per allattare in tranquillità, una cucina e un giardino.

Perché il coworking?

L’Alveare punta con il coworking ad agevolare le neomamme per permettere loro di non rinunciare alla propria carriera e ad uno stipendio che, in tante famiglie italiane è decisamente vitale, soprattutto con l’arrivo di un bimbo in casa. “Nell’attuale mercato del lavoro – spiega Serena Baldari de L’Alveare al quotidiano Il Fatto Quotidiano – le donne che decidono di avere un figlio sono le più svantaggiate. Se da un lato molte perdono il posto di lavoro durante la maternità, dall’altro, paradossalmente, si hanno più punti in graduatoria per accedere a un nido pubblico con un lavoro a tempo pieno mentre si resta a zero in caso di disoccupazione. Molte famiglie sono così tagliate fuori perché formate da coppie nelle quali solo il padre risulta lavoratore.”.

È anche vero che sono molte le mamme che riescono ad avere un aiuto esterno come quello dei nonni e a diventare addirittura imprenditrici, ma non per tutte le prospettive sono così rosee. “In questo scenario – continua la Baldari – alle donne si prospetta un doppio impegno, cercare un nuovo lavoro e contemporaneamente gestire un neonato. Moltissime madri continuano a lavorare da casa, come freelance. Ma l’ambiente domestico con l’arrivo di un figlio non sempre risulta adeguato allo svolgimento di un’attività lavorativa, anzi può risultare claustrofobico e isolante”.

Spazio e tariffe pensate per tutti

Nell’ottica di un sostengo alle mamme, anche le tariffe sono pensate per essere accessibili a tutte: i servizi partono da 3 euro all’ora, ma sono previste agevolazioni per coloro che usufruiscono di più attività (ad esempio postazione lavoro + baby sitter + disbrigo pratiche).

L’accesso alla struttura è consentito ai bebè a partire da 3-4 mesi. Per maggiori info, consultate il sito ufficiale del progetto Lalveare.it.

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