Cos’è l’autismo?

Care mamme,

parliamo di autismo cercando di fare un po’ di chiarezza su un disturbo di cui ancora oggi molti genitori hanno paura o lo considerano un tabù. Spesso ingiustamente chiamato in causa quando si parla di vaccinazioni, da quanti sono contrari a far vaccinare i propri figli, l’autismo non da ancora certezze in merito alle cause che ne provocano l’insorgere.

La scienza e la ricerca fin’ora non hanno mai mostrato una correlazione fra l’insorgenza del fenomeno e le vaccinazioni, come sottolineato ancora pochi mesi fa dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenuta in occasione dell’ennesima polemica sulle vaccinazioni obbligatorie, in seguito ad una sentenza.

Ma i dati indicano che i casi di autismo sono in aumento: ne è colpito un neonato su 150, in prevalenza maschietti (in un rapporto di 4 a 1). Nuove analisi volte a facilitare la diagnosi, alcune addirittura legate ad una possibile diagnosi prenatale, e la scelta del percorso di intervento sono in fase di studio: benché molta parte di ricerca su questi disturbi sia ancora da fare, negli ultimi anni sono stati messi a punto alcuni strumenti che possono aiutare le persone affette da un disturbo dello spettro autistico. 

Vediamo però che cosa indichiamo quando parliamo di autismo. Il termine è, infatti, molto generico e spesso viene utilizzato per indicare malattie diverse, almeno secondo quanto affermato dalla quinta e più recente edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Dsm V), una sorta di bibbia per i disturbi legati alla salute mentale.

In questo manuale sono indicate come “Disturbi dello spettro autistico” una serie di patologie, in passato suddivise in cinque categorie: disturbo autistico, sindrome di Asperger, Sindrome di Rett, disturbo disintegrativo della fanciullezza, e il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato.

Esistono poi diversi gradi di gravità dei deficit, socio-comunicativi, delle competenze linguistiche, presenza e tipologia dei comportamenti ripetitivi, ritardo mentale o altre patologie correlate, che vanno poi analizzate in un quadro clinico molto dettagliato.

A cura di Manuela Boschetti

(Fonte immagini: pixabay.com)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *