Co-housing per mamme sole e ragazze madre: organizzazioni in Italia

Il Co- housing è una forma di collaborazione e di coabitazione in grado di offrire un forte senso di comunità nelle città e nelle periferie contemporanee. Le comunità di co-housing sono costituite da abitazioni e ampi servizi comuni completamente attrezzati, tra cui una casa comune e delle aree ricreative. 

Quali sono le caratteristiche che definiscono il Co-housing?

Il co-housing è caratterizzato dalla creazione di una serie di edifici il cui layout fisico e il cui orientamento incoraggia un forte senso di comunità. Ad esempio, le residenze private sono raggruppate in un unico luogo lasciando un ampio spazio aperto condiviso, le abitazioni in genere vengono poste una di fronte all’altra in una strada pedonale o su un cortile. La casa comune è situata in posizione centrale in modo che sia facilmente raggiungibile. La cosa più importante è quella di creare un forte senso di comunità tra gli abitanti utilizzando il design come un facilitatore del processo. Il co-housing è un tipo di contenitore comunitario e una forma di collaborazione in cui i residenti partecipano attivamente alla progettazione e alla gestione di propri quartieri. Nel co-housing i residenti sono consapevolmente impegnati a vivere come una comunità. Le abitazioni private contengono tutte le caratteristiche delle case tradizionali, ma offrono anche altro.

Un quartiere in vecchio stile per sostenere ragazze madre e sole

Le comunità di co-housing costituiscono una sorta di quartiere in grado di offrire supporto a categorie particolarmente deboli e disagiate quali le ragazze madri e le mamme sole, ma anche ad  anziani e malati. Esse sono generalmente progettate come case collegate le une alle altre o come una abitazione unifamiliare. Esse variano in dimensioni da 7-67 abitazioni, la maggior parte di esse ospita 20-40 famiglie. Indipendentemente dalle dimensioni della comunità, ci sono molte opportunità per le riunioni informali tra vicini di casa, così come per gli incontri intenzionali,  feste, club e riunioni di lavoro.

Le co-housing diventano la soluzione ideale per supportare le madri sole che si trovano ad affrontare i problemi economici e sociali legati alla crescita dei loro piccoli. Mediante questi spazi comunitari le donne possono condividere i propri problemi e trovare aiuto presso la casa comune, che è il centro sociale della comunità, dove potranno usufruire assieme ad altre donne che versano nella loro stessa condizione di una grande sala da pranzo e cucina, di un soggiorno, dei servizi ricreativi, degli spazi per bambini, e spesso di una stanza adibita a laboratorio e di una  lavanderia. In queste comunità tutti si danno una mano e si prendono cura l’una dell’altra.

Ciò che rende unica la comunità co-housing

L’idea di co-housing nasce in Danimarca e poi si è diffusa negli Stati Uniti ad opera di architetti quali Kathryn McCamant e Charles Durrett nei primi anni del 1980. Il concetto danese di “comunità solidale” si è diffusa rapidamente. Nel mondo ci sono ormai centinaia di comunità di co-housing: Canada, Australia, Svezia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Germania, Francia, Belgio, Austria e adesso anche in Italia.

I residenti in co- housing in genere aspirano a “migliorare il mondo, un quartiere alla volta.” Questo desiderio di fare la differenza diventa spesso una missione dichiarata, come possiamo ben vedere dai programmi offerti dalle organizzazioni italiane impegnate nel progetto, tra cui prima fra tutte menzioniamo l’Acli, impegnata da anni nel promuovere politiche atte a migliorare le condizioni di vita dei soggetti più deboli.  Ma troviamo anche altre organizzazioni a livello locale quale l’Associazione Solidaria di Ferrara, l’Associazione Amaca di Bologna e vari enti comunali che si adoperano allo sviluppo di tali comunità.

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