Boel test: controlliamo l’udito!

Il boel test è un test per valutare se il proprio bebè ha un difetto all’udito, intorno ai 7-9 mesi è bene effettuarlo.

Questo esame può essere svolto dal pediatra durante una normale visita con appositi strumenti.

Si usa, in pratica, un bastoncino rosso, detto “gripper”, formato da due coppie di anelli muniti di campanellini da infilare sulle dite.

All’inizio il bastoncino viene fatto passare su linee orizzontali e verticali davanti agli occhi del bambino.

In un secondo momento, il medico posiziona la mano che regge gli anelli con i campanellini dal lato opposto rispetto a quello verso cui il piccolo orienta lo sguardo e li fa tintinnare producendo un suono intenso e improvviso.

Il bebè dovrebbe reagire a ogni tintinnio distogliendo e girandosi verso la fonte sonora.

Il bambino si gira verso il rumore, ed è così dimostrato che a quella frequenza ci sente bene. A questo punto viene di nuovo distratto e si ricomincia, fino a testare entrambe le orecchie per tutte e due i toni dell’audiometro, sia le  frequenze alte che per quelle basse.

Naturalmente occorrono una serie di accorgimenti: bisogna che ci sia silenzio, che il bambino non sia spaventato, che le mani dell’operatore siano messe in modo che il bimbo non le veda.

Il test è stato ideato per lo screening di ogni tipo di diminuzione dell’udito (ipoacusia). Quello che interessa di più è l’ipoacusia congenita, che se è grave isola il bambino e non gli fa percepire i suoni: così il bimbo non imparerà neppure a parlare a meno che non venga riconosciuta e trattata subito la situazione che è alla base .
I bambini che non rispondono bene al test sono generalmente affetti da un banale raffreddore che ha provocato un accumulo di muco all’interno dell’orecchio (otite media catarrale), oppure il test e’ stato eseguito in un momento di distrazione oppure  non nelle condizione ottimali.

Se il neonato non reagisce bene, si ripete l’esame dopo sette giorni e, se l’esito non cambia, servono altri accertamenti per capire il disturbo da cui è affetto il bambino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *