Aumento delle nascite premature

Care mamme,

oggi ci dedichiamo ad una riflessione sulle nascite premature, che anche in Italia sembrano essere aumentate negli ultimi anni. Si parla di nascita pretermine o di parto prematuro quando il neonato viene alla luce fra la 37 e la 42ma settimana, ovvero prima che i classici nove mesi di gestazione siano effettivamente conclusi.

Se fino a qualche decennio fa le nascite pretermine erano un fenomeno piuttosto isolato, oggi sempre più il parto prematuro è un fenomeno con cui le donne devono fare i conti, in alcuni casi addirittura ben prima della 32ma settimana. Numeri positivi però riguardano la percentuale di sopravvivenza dei nati pretermine, con una progressiva diminuzione della mortalità neonatale. Anzi circa il 98,2% dei bimbi nati prematuri riceve le adeguate cure nelle Terapie Intensive Neonatali e viene dimesso senza complicazioni ma in buona salute.

Un problema di salute pubblica, come segnalato dalla SIN, poiché le nascite pretermine coinvolgono circa il 7% dei bimbi nati in Italia ogni anno, circa 40 mila neonati, di cui il 2% nasce ben prima della 32ma settimana. Una situazione che necessita di una riflessione e di un profondo impegno da parte delle istituzioni per educare le future mamme alla prevenzione e all’accoglimento di questi piccoli prematuri che possono necessitare di cure e terapie, per risolvere situazioni a volte complicate e difficili.

Dal punto di vista della prevenzione è importante dire che cause di un parto prematuro posso essere molte e di varia natura, la maggior parte però legate ad una condizione materna, come per esempio il diabete,  l’anemia, una scarsa alimentazione, disfunzioni renali o cardiache. Oppure patologie che si possono sviluppare durante la gestazione, come gestosi, anomalie uterine, ipertensione arteriosa, appendice, polmoniti o disturbi placentari.

Sono frequenti i casi di parto pretermine in gravidanze a rischio gemellarigravidanze medicalmente assistite (spesso plurime), gravidanze ravvicinate nel tempo oppure per età della gestante, prima dei 20 anni oppure dopo i 38.

Troppo spesso però si dimentica che molti fattori di rischio per una nascita pretermine dipendono dagli stili di vita della futura mamma, come abuso di alcool, droghe o tabagismo. Anche le condizioni psicologiche vanno tenute in considerazioni: situazioni di stress, lavori faticosi, sofferenze emotive come lutti o malattie gravi in famiglia.

Infine, anche il feto può presentare dei fattori di rischio per una nascita pretermine, come crescita intrauterina rallentata, malformazioni genetiche e patologie del cordone ombelicale.

A cura di Manuela Boschetti

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