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Animali domestici e toxoplasmosi: Enpa e veterinari contro “I fatti vostri”

Care mamme,

seguite “I fatti vostri”? Avete visto la puntata del 19 novembre? Forse ne avete comunque sentito parlare visto la mole di polemiche e reazioni che ha scatenato in rete, prima fra tutte quella dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) che ha addirittura chiesto a Rai2 la rettifica.

Il momento contestato della puntata vede infatti Luciano Onder, noto giornalista esperto di medicina e salute e conduttore della rubrica del Tg2 “Medicina 33”, rispondere con queste parole ad una giovane donna alla ricerca di una gravidanza e preoccupata che i suoi animali domestici possano in qualche modo nuocere al feto, magari trasmettendole la toxoplasmosi: “Metta in pensione il suo gattino, il suo gatto, il suo cane, da sua sorella, da sua nonna, da sua zia, dai suoi genitori, per il periodo, per i 10-15 mesi in cui programma e aspetta il bambino”. E aggiunge: “Da brava donna responsabile, seria, madre di famiglia, cane e gatto non vanno d’accordo con una gravidanza programmata e seria”.

Insomma, secondo Onder non è sufficiente lavare bene frutta e verdura e non mangiare carne cruda per scongiurare il rischio di toxoplasmosi, bisogna anche separarsi da cani e gatti in quanto potenziali veicoli di trasmissione e non solo durante i 9 mesi di gravidanza, ma fin dal momento in cui si decide di provare a rimanere incinta. Potete dunque immaginare il putiferio scatenato da tali affermazioni e l’indignazione di tutti gli amanti dei nostri amici a quattro zampe.

La manifestazione più dura di dissenso è stata sicuramente quella dell’Enpa, che parla di “un gravissimo episodio di disinformazione che, reiterando luoghi comuni privi di qualsiasi fondamento scientifico, potrebbe causare un incremento degli abbandoni di cani e gatti e generare inutili quanto pericolosi comportamenti.”

Il comunicato dell’Enpa continua spiegando che “su questo argomento sarebbe stato opportuno consultare i medici veterinari, i quali, per il ruolo professionale, rappresentano le persone più titolate ad esprimersi nel merito. In tal modo si sarebbe evitato un grossolano e dannoso errore. Al quale chiediamo di porre doverosamente rimedio tornando a parlare di toxoplasmosi e ripristinando la verità scientifica”.

Infatti, come precisa anche il presidente della Fnovi (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), la toxoplasmosi si può contrarre “mangiando verdure infette, non lavate ed alimenti crudi infetti di origine animale, oppure ingerendo frammenti di feci di gatto infette e maturate in certe condizioni ambientali”. E comunque non può essere trasmessa dai cani.

Ovviamente, anche l’Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) si scaglia contro il programma della Rai, e in particolare contro Onder, accusandolo di “disinformazione scientifica e incoraggiamento all’abbandono degli animali”.

Come spiega il presidente Marco Melosi a Ilfattoquotidiano.it (potete leggere l’articolo cliccando qui), “è un vecchio retaggio quello del gatto come rischio per la gravidanza, ormai i meccanismi di trasmissione della toxoplasmosi sono stati capiti meglio. Il toxoplasma è un parassita dei gatti e viene eliminato attraverso le feci in forma di ovocisti, che contaminano l’ambiente esterno. Mangiare alimenti contaminati da ovocisti, nei primi tre mesi di gravidanza, può portare all’aborto. È importante quindi che la donna non li ingerisca. Il vero rischio sono le verdure non lavate o gli alimenti crudi, la carne su tutti”.

“Il gatto casalingo, che si nutre di crocchette o scatolette” – continua il presidente – “difficilmente contrae il toxoplasma. Inoltre le ovocisti sono termolabili, difficilmente resistono. Affinché le ovocisti eliminate dal gatto con le feci rappresentino un rischio devono rimanere 2 o 3 giorni nelle feci. Questo non accade se la lettiera viene cambiata ogni giorno. E poi, quando il gatto ingerisce ovocisti, le elimina per 10-15 giorni una sola volta nella vita. Insomma, il rischio è davvero ridotto a zero.”

Comunque, conclude, “per togliere dubbi, si possono comunque fare analisi del sangue sia alla mamma che al gatto. La cosa più grave che ha detto Onder è quella di allontanare gli animali domestici: è puro allarmismo, un messaggio scorretto sia dal punto di vista medico che del rapporto uomo-animale”. Insomma, come sostiene anche l’Enpa, “da un punto di vista prettamente statistico, per una gestante potrebbe essere molto più rischioso, proprio perché il pericolo è più concreto, mangiare una bistecca che non accarezzare il proprio gatto”.

La replica del diretto interessato non si è però fatta attendere. Lo stesso Onder ha infatti rilasciato, sempre a Ilfattoquotidiano.it, la seguente dichiarazione: “Se una donna che progetta una gravidanza fa le analisi e scopre di non aver mai avuto la toxoplasmosi, deve prendere le sue precauzioni. Oltre a non mangiare carne cruda e lavare bene frutta e verdura, deve stare estremamente attenta a cani e gatti: sono veicoli, come gli altri mammiferi, basta prendere un qualsiasi libro di ginecologia per saperlo. Avete mai visto un bambino colpito da toxoplasmosi? Non ha il cervello, è sordo, cieco, non parla. Anch’io ho un cane bellissimo. Ma la vita di un solo bambino vale più di ogni altra cosa”.

E voi cosa ne pensate? Avete animali domestici? Come vi siete comportate con loro durante la gravidanza? Avete mai avuto paura per il vostro bambino? Diteci la vostra!

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