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Allattamento: quali cibi evitare

Care mamme,

dopo aver parlato di alimentazione durante la gravidanza, vogliamo dedicarci ora ad un’altra questione legata all’alimentazione, nello specifico a quale dieta adottare durante il periodo dell’allattamento.

Mangiare bene quando si allatta è  fondamentale per fornire al bambino il miglior nutrimento, ma anche per dare alla donna l’energia necessaria per affrontare, soprattutto nei primi mesi, la sua nuova vita da mamma. Certo, le esperienze sono diverse per ciascuno, e ognuna, con il supporto di pediatra e medico capirà naturalmente la dieta più idonea da mantenere durante l’allattamento, ma qui cercheremo di dare qualche spunto, se non altro per attivare un dialogo costruttivo, e tenere a mente qualche regola di alimentazione sana.

Ma, prima di iniziare, bisogna fare una precisazione sul concetto di mangiare bene: alcuni cibi non sono contemplati per ovvi motivi (troppo grassi, piccanti o speziati ad esempio) mentre, per altri, si fa più fatica a capire il motivo dell’esclusione. Infatti, non tutti i cibi salutari, come alcune verdure ad esempio, sono inseriti nella lista dei cibi consentiti. Questo perché alcuni di quei cibi che noi automaticamente assoceremmo al concetto di dieta sana ed equilibrata, possono alterare il sapore del latte rendendolo sgradevole, oppure possono addirittura causare le famigerate coliche nel neonato.

Vediamo insieme quali sono i cibi incriminati e non preoccupatevi pensando che con questo regime alimentare (tanti carboidrati!) non dimagrirete mai: uno, perché non è questo il momento giusto per pensarci e due, perché ci penserà l’allattamento stesso a farvi bruciare un bel po’ di calorie!

Alimenti possibilmente da evitare perché  possono conferire un cattivo sapore al latte:

  • cavoli, cavolfiori, broccoli, cardi,asparagi, verza, cicoria, rape, radicchio, carciofi, pomodori acerbi, patate inverdite, funghi
  • aglio crudo, cipolla cruda, porro, erba cipollina
  • camerbert, gorgonzola, pecorino, brie, provola affumicata, roquefort
  • strutto, lardo, panna, maionese, insalata russa, dado da brodo, ketchup, noce moscata, curry, peperoncino
  • castagne, frutta secca, legumi poco cotti
  • alcolici: possono passare attraverso il latte materno e provocare disturbi nel neonato

Alimenti potenzialmente da evitare perché  potenziali veicoli di batteri:

  • selvaggina, cacciagione, insaccati, wurstel, zampone, carne in scatola
  • mitili, molluschi, polpa di granchio, acciughe

Alimenti potenzialmente da evitare perché  potenzialmente allergenici:

  • pesche, fragole

Alimenti da consumare con moderazione perché particolarmente pesanti, con rischio di provocare disturbi e coliche nel neonato:

  • caffè, the, Coca-Cola e tutte le bibite energizzanti (tipo Red Bull): i neonati sono già  abbastanza impegnativi così, perché eccitarli ulteriormente?
  • crostacei, tonno, salmone affumicato, sgombro
  • bietole, spinaci
  • fritture
  • cioccolato, cacao, dolci confezionati
  • agrumi

Ecco, la lista è finita… “E meno male!”penserete voi. Certo, bisogna fare un po’ di attenzione ma non fatevi prendere dallo scoramento.

Gli alimenti elencati sono POTENZIALMENTE da tenere d’occhio ma non è detto che tutti i bambini siano sensibili allo stesso modo e con la stessa intensità.

Certo, meglio evitare l’impepata di cozze ma se volete mettere un po’ di cipolla nel sugo, di certo i danni non saranno così gravi.

Consigliamo comunque di provare ad andare per tentativi, ripetiamo infatti che ogni bambino sviluppa reazioni diverse ai diversi cibi, quindi alcune cose potranno effettivamente dargli fastidio, mentre altre lasciarlo indifferente. Quindi, se vedete che ha avuto disturbi in concomitanza con l’assunzione di un determinato cibo, eliminatelo per un periodo dalla vostra dieta e reinseritelo in un secondo tempo, per vedere se la situazione è cambiata.

Questo discorso “democratico”  non vale però per gli alcolici (la birra non “fa latte”, non trovate scuse!) e per il fumo che, lo sappiamo, non è un alimento ma che deve essere comunque bandito dalla donna che allatta. E poi, dato che avete smesso per 9 mesi, perché sprecare la fatica fatta e ricominciare?

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