Adolescenti: l’attività fisica li rende meno violenti?

Le ragazze adolescenti che svolgono un’ attività fisica regolare hanno meno probabilità di essere violente, ma non altrettanto si può dire per i ragazzi.

Secondo quando è emerso da uno studio, sembra che le ragazze che svolgano della ginnastica per più di 10 giorni al mese, abbiano minori probabilità di divenire aggressive. Ma gli atti aggressivi e violenti sembrano non subire un calo negli adolescenti maschi che risultano più attivi, da un punto di vista sportivo, rispetto alle controparti femminili.

In altre parole, le ragazze che si impegnano in un’attività fisica regolare sono meno propense ad assumere comportamenti violenti. La ricerca, presentata presso la Pediatric Academic Societies al meeting annuale a Washington, DC, mostra i risultati di un sondaggio del 2008 compilato da 1.312 studenti in quattro scuole secondarie del centro della città di New York.

L’indagine includeva domande su quanto spesso gli studenti si esercitassero, quanti addominali e altro genere di attività fisica avessero svolto nelle ultime quattro settimane, così come chiedeva loro se avessero giocato in una squadra nel corso dell’anno passato. Agli studenti è stato anche chiesto se avessero usato una qualche arma negli ultimi 30 giorni, o se fossero stati coinvolti in una lotta fisica o in una rissa tra gruppi nel corso dell’anno passato.

I risultati hanno mostrato che le femmine che si erano esercitate regolarmente risultavano esposte ad un livello di rischio molto più basso di comportamenti violenti.

Le ragazze adolescenti che si erano esercitate più di 10 giorni in un mese avevano anche minori probabilità di essere attratte dalle armi o di far parte delle  gang. Inoltre, quelle che avevano riferito di eseguire più di 20 minuti di corsa al giorno, mostravano anche una maggiore tendenza alla socializzazione e al dialogo. E quelle che avevano partecipato alle attività sportive di squadra nel corso dell’anno precedente, esaltavano ancor più tali componenti.

Di contro, lo studio condotto dalla Columbia University di New York, ha scoperto che l’esercizio fisico non è in grado di ridurre i comportamenti violenti nei ragazzi, a meno che non si tratti di uno sport di squadra. Proprio a causa di tali differenze di genere, secondo  l’autore principale dello studio, Noe Romo docente presso il Dipartimento di salute dei bambini e degli adolescenti nella Columbia University, New York, vi è la necessità di identificare dei metodi educativi innovativi e su misura, atti ad mettere a punto dei potenziali interventi in grado di affrontare la questione (comportamenti violenti) e di ridurre l’impatto che essi hanno sulla nostra società.

In sintesi, questo studio rappresenta solo l’inizio di una diversa e maggiore attenzione ad una problematica che, oggi più che mai, minaccia di distruggere le giovani generazioni. E poiché si suggerisce una potenziale relazione tra esercizio fisico regolare e una diminuzione del coinvolgimento nei comportamenti violenti, credo proprio che invogliare i nostri ragazzi nelle attività fisiche e sportive sia un’ottima idea. Grazie allo sport potranno diventare persone migliori sia dentro che fuori, insomma, e riuscire a canalizzare in modo costruttivo le proprie energie.

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