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A 2 anni ancora non parla! Che fare?

Una frase classica che si sente spesso pronunciare dalle mamme: “Ha ormai due anni e ancora non parla”, oppure “Il figlio della mia amica dice di tutto e il mio a malapena dice mamma!”

Il fatto indiscusso è che molti bambini hanno un piccolo ritardo nel pronunciare le prime parole, rispetto alla media, ma quando questo ritardo è davvero preoccupante?

Quando è il momento di prendere provvedimenti se il bambino non parla?

La maggior parte dei bambini che arrivano ai 2 anni senza parlare sono perfettamente normali, non hanno alcun problema di apprendimento e sono comunque molto comunicativi. Sviluppano nel frattempo un modo tutto loro di comunicare, verseggiando, indicando con il divino e con le più svariate espressioni facciali.

Mamma e papà di solito non hanno alcuna difficoltà a comprendere che cosa cerca di comunicare il loro figlioletto, prece la sua espressività e il suo modo di comunicare risulta comunque chiaro a chi si prende cura del piccolo.

Che fare quindi se il bambino non parla?

Sono davvero rari i casi preoccupanti che necessitano di un reale intervento: sordità, disfunzioni fisiche o ritardo mentale.

Per sfatare ogni dubbio da parte di genitori preoccupati sarà sufficiente una breve visita dal vostro pediatra. Nel casi di reale necessità il pediatra vi indirizzerà alle visite specialistiche necessarie.

Una volta sfatate patologie e reali difficoltà vi sentirete semplicemente dire: “Non c’è di che preoccuparsi, parlerà!”

Ed in effetti è proprio così, il bimbo prima o poi parlerà. Alcuni iniziano a parlare anche dopo i tre anni, ma non per questo hanno problemi di comprensione. Semplicemente hanno bisogno dei loro tempi e dei loro personali ritmi per arrivare a comunicare verbalmente.

Come aiutare il bambino a parlare?

Esistono tuttavia dei semplici “esercizi” che possono aiutare il vostro bambino a sviluppare un buon linguaggio verbale:1. Non storpiare le parole. Quando parlate al vostro bambino, o anche tra di voi, evitate di storpiare le parole. Scanditele bene e lentamente in modo che la sua mente le registri nel modo corretto.2. Non imitatelo esprimendovi a gesti. Il vostro piccolo è indubbiamente carino quando indica un oggetto mugugnando “mmmm”, voi no! Esprimetevi in modo corretto chiarendo in forma verbale quello che il bambino cerca di dirvi, per esempio mentre indica l’acqua voi gli chiederete “Vuoi un bicchiere d’acqua?”3. Non forzatelo. E’ assolutamente inutile forzarlo nell’esprimersi a parole e naturalmente è addirittura dannoso sgridarlo o punirlo. Ricordate che i bambini imparano quando vogliono e in ogni momento, non certo per forzatura.4. Cercate di renderlo attivo e di condividere dei bei momenti con lui. Per esempio raccontategli delle storie, aiutandovi con dei libri illustrati e indicando con il dito gli oggetti o i personaggi che menzionate. Parlategli quando fate qualunque cosa lo coinvolga, con frasi semplici e corte e dando un nome agli oggetti.5. Non creategli ansie o disagio. Non è necessario spiegare ad ogni estraneo che rivolge la parola a vostro figlio che ancora non parla, o sostituirsi a lui nei dialoghi. Gli estranei sono estranei ed è inutile preoccuparsi per quello che pensano o dicono.Siate comunque tranquilli e fiduciosi. Solitamente i bambini che iniziano a parlare tardi, ad un tratto iniziano a dire un paio di parole e nel giro di poche settimane sono già in grado di fare delle intere frasi di senso compiuto.

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