5 cose sulla Gravidanza, che forse non sapevi

  1. Le mamme perdono il cervello

Le mamme perdono il cervello e alcuni scienziati lo hanno dimostrato in modo ineludibile. Infatti, anche se il significato di questi cambiamenti non è del tutto chiaro, i ricercatori hanno evidenziato una specializzazione del cervello in preparazione per i compiti della maternità. In particolare, sembra esserci una perdita di materia grigia in alcune aree celebrali, simile a quella che avviene anche nel cervello degli adolescenti, potrebbe essere un modo per affinare le reti neurali specializzate nel riconoscimento dei bisogni del bambino.

2. Il sapore del liquido amniotico

Mentre l’ecografia è alla base di moltissime conoscenze sul feto e su come” si comporta” nel pancione, per capire che cosa gli arriva del mondo esterno sono stati ideati vari esperimenti.
L’ambiente sonoro dell’utero è stato per esempio studiato introducendo dei microfoni all’interno della pancia al momento della rottura delle acque. Mentre, per capire quanti sapori e odori arrivino al bambino attraverso quello che la mamma mangia, alcune ricerche sono partite facendo assaggiare a volontari il liquido amniotico. Questi hanno riconosciuto la presenza di aglio, vaniglia, menta, carota che la mamma aveva mangiato.

Questo può spiegare come, una volta nato, il bambino sembra gradire di più quello che ha già “assaggiato” durante la gravidanza.

3. Più papà meno farmaci

Oggi la presenza dei padri in sala parto è considerata normale, ma non era così fino a poco tempo fa. A farli entrare – per così dire – fu un medico americano, Robert Bradley. Erano la fine degli anni Quaranta, e negli Stati Uniti la maggior parte delle donne partoriva in ospedale sotto l’effetto di forti sedativi.

Bradely volle sperimentare che cosa succedeva se mariti o compagni potevano restare accanto alle partorienti. Le istruzioni erano che i padri dovessero dispensare incoraggiamenti, lodi e rassicurazioni che mancava poco. Secondo uno studio pubblicato da Bradley nel 1962, con la presenza dei padri in sala parto diminuiva radicalmente il ricorso ai farmaci.

Che fosse del tutto vero o no, la porta da allora è stata più o meno aperta.

4. Nausea termometro del rapporto di coppia

Lo psicologo americano Gordon G. Gallu ha avanzato una teoria decisamente innovativa, ovvero, che le nausee altro non sono che la fisiologica reazione della donna al liquido seminale dell’uomo. Più il partner è recente e meno la donna ha avuto la possibilità di abituarsi a lui e, secondo lui, le donne che hanno un bimbo con un compagno di lunga data, hanno meno probabilità di stare male.

5. Anche i feti piangono

Nel 2004 uno studio ha dimostrato per la prima volta la prima prova video di un bambino che “piange” nell’utero e ha davvero cambiato il modo in cui i ricercatori hanno pensato al comportamento, all’attività e allo sviluppo del feto.

È interessante notare che uno dei bambini ha effettivamente mostrato il comportamento di pianto subito dopo l’inizio del travaglio nella madre. Questo ha senso quando ci pensi: il bambino stava iniziando la corsa selvaggia nel grembo materno!

I medici sanno che i bambini sviluppano tutti i prerequisiti necessari per piangere entro 20 settimane di gestazione. A questo punto, il feto ha movimenti respiratori coordinati, può aprire la mascella, fremere il mento ed estendere la lingua. Può anche deglutire. E poiché i bambini nascono spesso anche prematuramente, i medici sanno che già dopo 24 settimane, i bambini possono produrre suoni piangenti e rispondere al rumore nel loro ambiente.

Il pianto è un importante traguardo di sviluppo per un bambino e rappresenta uno sforzo coordinato tra molti sistemi del corpo. Un bambino inizia a sviluppare tutti i suoi sensi, dal tatto, all’olfatto, all’udito e alla pratica dei movimenti anche all’interno dell’utero e ha tutte le capacità per imitare il pianto intorno alla gestazione di 20 settimane.

I bambini imparano a conoscere il mondo che abiteranno fuori dal grembo materno dal loro primo mondo dentro, e parte di ciò comporta la reazione a ciò che accade intorno a loro.

Ultimo aggiornamento 2020-08-20 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

Claudia Chiti

Psicologa e psicoterapeuta individuale, di coppia e familiare Autrice del romanzo "Chiudi gli occhi". Link libro amazon oppure su ibs Link libro su ibs

Claudia Chiti ha 5 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Claudia Chiti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *