Trentaseiesima settimana di gravidanza

Giunte alla trentaseiesima settimana di gravidanza il bambino misura sui 46 cm e pesa intorno ai 2.7 kg. In questa fase egli perde sia la lanugine che la vernice caseosa e le ingerisce insieme ad altre sostanze presenti nel liquido amniotico: tutti questi elementi formeranno il meconio, ossia il primo prodotto della sua attività intestinale appena dopo la nascita (nelle prime 24-48 ore di vita). Dalla fine della trentaseiesima settimana di gravidanza, il bambino è considerato un neonato a termine.

Siete entrate nell’ultimo mese di gravidanza! Tra veramente poco tempo diventerete mamme e potrete stringere tra le braccia il vostro bambino. Probabilmente, quando questo accadrà, dimenticherete tutti i disagi e i fastidi e, chissà, il pancione potrebbe addirittura mancarvi! Certo, in questo momento non ne siete affatto convinte, visto che, probabilmente, non vedrete l’ora di “liberarvene” perché, diciamoci la verità, non ne potete davvero più di essere incinte! E’ normale arrivare esauste alla fine della gravidanza, sarete stanche e insofferenti, quindi mai come in questo mese, il riposo è fondamentale.

Ora starete sempre all’erta per riconoscere immediatamente i sintomi che preannunciano il travaglio, per capire se andare o meno in ospedale. In caso di:

  • perdita di liquido amniotico: questo è il falso allarme più comune perché potrebbe trattarsi anche di una perdita involontaria di urina, dovuta al rilassamento del pavimento pelvico, e per distinguerle il ginecologo dovrà mettere un piccolo tampone in vagina, per rilevarne il Ph
  • rottura delle acque: tranquille, ve ne accorgerete perché il flusso sarà piuttosto consistente. In questo caso, il parto deve avvenire di norma tra le 24 e le 48 ore successive perché il bambino non è più protetto da eventuali infezioni
  • perdite di muco miste a sangue (tappo mucoso): annunciano che il travaglio sta per iniziare
  • contrazioni vere e proprie: per essere degne di questo nome devono, prima di tutto togliervi il fiato, in secondo luogo aumentare sempre d’intensità e continuità fino a quando non hanno raggiungono una durata di circa 1 minuto e una frequenza di una ogni 5 minuti per almeno 2 ore. Per essere sicure della natura di queste doglie potete farvi un bagno: se sono quelle vere continueranno intensificandosi, altrimenti, se si affievoliscono, non sono ancora quelle giuste e il bagno vi aiuterà comunque ad avere un po’ di sollievo.

Oltre ai sintomi elencati, il travaglio può essere annunciato anche da mal di pancia e diarrea, che liberano l’intestino in vista del parto.

Fate sempre molta attenzione ai movimenti del bambino, se non lo sentite più molto o notate qualcosa di insolito non esitate ad andare al pronto soccorso.

Se non l’avete ancora fatto, questo è il momento di prendere alcune decisioni circa la degenza ospedaliera: stanza singola o a più e letti e, soprattutto, se volete usufruire del “rooming in” ossia della possibilità di avere il neonato sempre con voi in stanza, senza l’ausilio della nursery ospedaliera.

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