Trentaquattresima settimana di gravidanza

Nella trentaquattresima settimana di gravidanza non avvengono molti cambiamenti perché il piccolo si “limita” a crescere costantemente, mettendo su anche 200g a settimana: il bambino è ormai lungo sui 43 cm e pesa intorno ai 2.2 kg. Il suo sistema immunitario si sta perfezionando, e il piccolo sta iniziando a sviluppare da solo una reazione immunitaria alle infezioni lievi. Continua a produrre circa mezzo litro di urina al giorno e il liquido amniotico si rinnova ogni 3 ore. In questa fase, il bambino inizia a sognare e il suo sonno è molto simile a quello degli adulti, con una fase REM (di sonno attivo, caratterizzato appunto dai rapidi movimenti degli occhi, anche se chiusi) e una non REM (di sonno profondo, in cui i muscoli sono rilassati e la frequenza cardiaca è stabile).

In queste settimane, il bambino assume la posizione con cui nascerà e le opzioni non si limitano alle sole cefalica e podalica: c’è infatti anche la presentazione di faccia, variante della cefalica che comunque consente un parto per vie naturali, quella di fronte, anch’essa variante della cefalica ma, a causa del diametro maggiore con cui il bambino si presenta al canale del parto, è meglio procedere con un cesareo, e la presentazione di spalla, che porta quasi sempre al parto cesareo. Durante le ecografie che farete in queste settimane, il ginecologo rileverà alcuni dati come la circonferenza cranica e addominale e la lunghezza del femore del bambino per calcolare delle stime orientative sulle misure del vostro piccolo.

Quanto a voi, oltre alla stanchezza e ai vari disturbi che già conoscete, anche l’ansia e il nervosismo per il parto probabilmente aumenteranno, quindi potreste convogliare il vostro stress in un’attività che potrebbe rassicurarvi: fare una bozza del vostro piano del parto. Si tratta semplicemente di alcune indicazioni scritte su come vorreste essere trattare durante il travaglio e il parto, se volete o no epidurale o episiotomia, cosa ne pensate della stimolazione del parto, del parto con ventosa o forcipe, se volete fare un parto attivo, in acqua etc. Ovviamente, dovete tenere presente che potrebbero crearsi delle condizioni per cui i vostri desideri non saranno attuabili: in questi casi, è fondamentale fidarsi e affidarsi ai consigli esperti del ginecologo e delle ostetriche che vi stanno seguendo.

Fate sempre attenzione alle variazioni di ritenzione idrica, soprattutto se associate a forti mal di testa e ad un aumento della pressione perché, ricordiamo, potrebbe trattarsi di gestosi.

In linea generale, è giunta l’ora di rallentare i vostri ritmi di vita, riposarvi e rilassarvi il più possibile e dedicare del tempo a voi stesse, non solo per conservare le energie per il parto, ma anche perché, dopo la nascita del bambino, faticherete molto a trovare nuovamente del tempo per voi.

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