Svezzamento – dopo il sesto mese

Lo svezzamento è una tappa importante della crescita del bambino, che la mamma deve affrontare con attenzione e serenità. Svezzare, o divezzare, un tempo significava togliere al bambino “il vezzo” dell’allattamento al seno. Oggi lo svezzamento rappresenta il passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea a una dieta mista. Il latte materno o artificiale, insostituibile nei primi mesi di vita, cessa di essere l’unico alimento del bambino e viene integrato con l’introduzione della cosiddetta “prima pappa” (purea di frutta, brodi vegetali, farine, ecc.).

I buoni consigli da ascoltare

Il pediatra del bambino è il primo consigliere per lo svezzamento: la mamma si può rivolgere a lui per sapere quando e come proporre la prima pappa (un esempio di prima pappa fatta con verdura e crema di riso). Sono disponibili, inoltre, molte fonti di informazione (riviste, siti internet) utili per i genitori che si preparano ad affrontare lo svezzamento del loro piccolo.
Ad esempio, un documento recente dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, http://www.who.int/child_adolescent_health/documents/a85622/en/index.html) ha indicato le linee guida in materia di nutrizione della prima infanzia e anche di svezzamento. Innanzitutto si consiglia alle mamme di nutrire il bambino con il latte materno (se possibile) fino ai sei mesi di vita, età nella quale di solito si introducono gli alimenti complementari, pur continuando ad allattare. L’allattamento al seno, che fa molto bene anche alla mamma, è infatti prezioso per il bambino per tutto il primo anno, sia per i fattori nutritivi che per quelli protettivi. Quando si inizia con le prime pappe, la mamma dovrebbe prestare attenzione alle reazioni del figlio, aiutarlo a nutrirsi, incitarlo con dolcezza, senza mai forzarlo. Se il bambino rifiuta un cibo, si possono provare nuove combinazioni o riproporre il cibo più volte con pazienza.

Quanto e come?

Riguardo alle quantità dei nuovi alimenti, all’inizio si consiglia di partire con piccole dosi di pappa (frutta frullata o minestre vegetali), per aumentare progressivamente man mano che il bambino cresce. Di solito è il pediatra a fornire alla mamma le indicazioni precise, sia in termini di composizione che di dosi della pappa. Anche la consistenza del cibo va incrementata con gradualità. A 6 mesi i lattanti possono nutrirsi con frullati, passati e pappe semi-solide, aiutati da mamma o papà. A 8 mesi si propongono nuovi alimenti (la “seconda pappa”) e iniziare a servirsi delle mani per portare alla bocca alcuni cibi. A 12 mesi la maggior parte dei bambini può consumare alcuni piatti comuni al resto della famiglia (pasta, minestra, pesce, verdure), purché cucinati tenendo conto delle loro esigenze.
L’OMS indica anche alcune norme igieniche, come la necessità di una corretta pulizia degli utensili e contenitori usati per la preparazione degli alimenti del lattante, l’importanza di servire i pasti subito dopo la loro preparazione o di conservarli con i giusti criteri.

La comunicazione durante il pasto

Mamma e papà dovrebbero evitare le distrazioni durante il pasto e renderlo, invece, un momento affettivo di serenità e comunicazione. Bisogna sottolineare che gli atteggiamenti ansiosi o impositivi dei genitori possono avere conseguenze negative sulle abitudini alimentari del bambino, e favorire persino l’inappetenza o il rifiuto della pappa.

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