Quarantesima settimana di gravidanza

Con l’ingresso nella quarantesima settimana di gravidanza, il vostro bambino pesa in media intorno ai 3.5 kg, ma questo non significa che non possiate partorire un bambino di 2.5 kg (soprattutto se femmina) o di 4 kg (soprattutto se maschio). La lunghezza varia intorno ai 50-52 cm (i maschi di solito sono un po’ più lunghi delle femmine).

In questa fase, è importante non farsi prendere dall’ansia solo perchè il bambino non è ancora nato. La data presunta del parto, calcolata sulla base dell’ultima mestruazione, non è altro che una congettura, una statistica che non può ovviamente tenere conto delle numerose variabili proprie dell’ovulazione femminile. Infatti, solo il 5% dei bambini nasce nella data prevista, il 30% anticipa e ben il 65% ritarda, quindi rientrate assolutamente nella casistica! Tenete dunque presente che il bambino ha tempo ancora più di 10 giorni, fino alla quarantaduesima settimana, per uscire ed essere considerato ancora a termine. Oltre quella data, il travaglio verrà stimolato in ospedale.

Molto probabilmente il travaglio e il parto saranno i vostri pensieri fissi in questi giorni, quindi vediamo brevemente insieme cosa dovrete aspettarvi.

Prima di tutto, la durata complessiva del parto, dal travaglio alla nascita, varia da donna a donna e dipende da diversi fattori: se siete al primo figlio, i vostri tessuti saranno più resistenti, per cui occorre più tempo e forza per dilatare il collo dell’utero (dalle 12 alle 14 ore). Il periodo espulsivo, in cui il bambino entra nel canale del parto, sarà di circa un’ora e il secondamento, ossia la fase dell’espulsione della placenta, durerà circa 15-30 minuti. Nelle gravidanze successive, invece, i tempi si riducono e il periodo dilatante è in genere di 6-8 ore, quello espulsivo di 30-60 minuti e il secondamento di 10-20 minuti.

Vedete quindi che non sarà necessario precipitarsi in ospedale, a meno che non si rompano le acque, anzi affrontare le prime contrazioni nella tranquillità della vostra casa e nella sicurezza delle vostre cose, vi farà gestire il dolore con più serenità. Quando le contrazioni si saranno stabilizzate (della durata di circa 1 minuto ogni 5 minuti per 2 ore), entrerete nella prima fase del travaglio e potrete recarvi in ospedale.

Più si va avanti nel travaglio più le contrazioni di fanno intense e ravvicinate, mentre la cervice si apre gradualmente fino a dilatarsi completamente, raggiungendo un diametro di 10 cm. Quando l’apertura sarà completa, inizia la seconda fase del travaglio, durante la quale sentirete l’impulso irrefrenabile di spingere, che dura di norma tra i 20 minuti e l’ora. Se avete fatto l’epidurale sarà l’ostetrica a dirvi quando spingere. Quando la testa del bambino farà capolino dall’apertura della vagina e inizierà ad uscire, non ci sarà più bisogno di spingere e l’ostetrica vi fermerà, per far sì che il bambino nasca nel modo meno traumatico possibile. Dopo il parto vero e proprio, inizia la terza fase, detta secondamento, durante la quale la placenta si staccherà dalla parete uterina e, con le forti pressioni dell’utero, le placenta e le membrane verranno espulse senza problemi. Magari l’ostetrica potrebbe chiedervi di fare un colpo di tosse per facilitarne l’espulsione.

Se volete stare ancora più tranquille leggete la nostra guida al travaglio e al parto!

Ma voi avrete già altro a cui pensare, stringerete il vostro bambino fra le braccia e assaporerete finalmente la gioia di essere mamma!

Tantissimi auguri da tutte noi di Mammaoggi!

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