Care mamme,
non è la sceneggiatura di un film, ma una storia vera, che sta dividendo l’opinione pubblica americana.
La protagonista è Kimberly Garrity, mamma citata in giudizio dai suoi due figli per essersi comportata male durante la loro infanzia, accusandola di “abuso emotivo” e chiedendo ben 50.000 dollari di danni morali
Steven (23) e Kathryn (20), i figli della donna, hanno dunque trascinato la madre davanti al giudice, lamentando la sua eccessiva severità e incapacità di dar loro affetto: mai nessuna paghetta o regalo, rigidissimo coprifuoco ma, soprattutto, il costante tentativo di mettere i figli l’uno contro l’altro, per vendicarsi dell’ex marito (guarda caso, uno degli avvocati dei due ragazzi).
Tutto sarebbe infatti iniziato con il divorzio di Kimberly dal marito e con il trasferimento dei due figli (allora di 7 e 4 anni) a casa di quest’ultimo, mai accettato dalla donna. Così sono iniziate le ingiustizie, tipo i favoritismi nei
confronti di un figlio e a scapito dell’altro per mettere zizzania tra i due, oppure le scenate imbarazzanti davanti ai professori dei figli durante i colloqui scolastici, o ancora le minacce, come quando la donna impaurì il figlio dicendogli che avrebbe chiamato la polizia se non si fosse allacciato le cinture durante un viaggio in auto. Sotto accusa anche un biglietto di compleanno inviato dalla donna al figlio, con la seguente dedica: “Mio caro figlio, ti mando questa cartolina perché è proprio come te – diversa da tutte le altre”. Secondo il figlio, solo un modo per deriderlo, visto che dentro non c’era neanche una banconota come regalo.
Madre cattiva o no, la corte ha dato ragione alla donna, respingendo in prima istanza le accuse. I figli sono subito ricorsi in appello, ma anche in questo caso il giudice è rimasto sordo di fronte alle richieste dei due ragazzi, con la seguente motivazione: “Condurre un’amara battaglia per la custodia dei bambini dopo un divorzio e prediligere un figlio oppure un altro, non è probabilmente un comportamento esemplare da parte dei genitori. Ciò nonostante, non supera nemmeno tutti i limiti della decenza”.
In America il dibattito tra i sostenitori della mamma e quelli dei figli è accesissimo…voi cosa ne pensate? Da che parte vi schierate?