Chissà quante volte ci saremo sentiti ripetere che il legame madre-figlio è speciale anche da un punto di vista biologico. In effetti, il cervello femminile “risponde” ai bisogni del nascituro producendo due ormoni, l’ossitocina e la prolattina, responsabili, rispettivamente, delle contrazioni uterine e della produzione di latte nelle ghiandole mammarie. Non solo: l’ossitocina induce anche a modifiche comportamentali che aiutano la mamma a capire come prendersi cura della prole. Logico, direte voi. Ma vi sembrerà altrettanto logico sapere che anche i neopapà producono questo ormone?
Incredibile, ma vero: lo evidenzia uno studio israeliano-statunitense condotto dalla neurologa e psicologa Ruth Feldman, che ha coordinato le ricerche di due prestigiose università, quella di Yale e quella di Bar Ilan. Sono stati coinvolti 43 neopapà che hanno accettato di farsi monitorare durante i primi sei mesi di vita dei loro figli. Dalle analisi periodiche è emerso che i papà più attenti, pazienti e premurosi avevano alti livelli di ossitocina nel corpo.
L’ossitocina, in realtà, viene prodotta anche in altre occasioni, sempre collegate con la sfera affettiva: per esempio, in particolari momenti vissuti tra persone care, o persino durante i rapporti sessuali. Tutte circostanze che erano le erano valse il titolo di “ormone dell’affettività”. Ma il rilascio di questa sostanza in concomitanza con la nascita di un bambino si pensava fosse un’esclusiva delle mamme. Invece, a quanto pare, l’istinto alla genitorialità per i padri è anche una questione biologica, non solo culturale.
La professoressa Feldman parla di un “passo evolutivo per aiutare i maschi a prendersi cura della prole”. In effetti, sottolinea Feldman, sono molti gli uomini che di fronte alla possibilità di diventare genitori provano diffidenza o addirittura paura e che, una volta nato il bambino, scoprono una gioia inaspettata e si trasformano in superpapà. E i bambini? come reagiscono?
Un altro studio della dottoressa Feldman ha evidenziato i diversi livelli di ossitocina registrati su 55 genitori (36 mamme
e 19 papà) e i loro bambini dai 4 ai 6 mesi. E ha riscontrato che durante i momenti di gioco i
livelli ormonali si alzano sia nei bambini che nei genitori, in modo proporzionale. “In questo modo-conclude Feldman-i genitori formano la capacità del bambino di stabilire relazioni affettive, sentire empatia, comprendere i sentimenti e le intenzioni altrui, a credere nel prossimo” conclude Feldman.
E voi che ne pensate, mamme? Quali sono le vostre esperienze con l’altro genitore?
