Mamma evade dal carcere con la figlioletta di appena 2 anni

Mamma evade dal carcere con la figlioletta di appena 2 anni

Ultime notizie da San Vittore e precisamente dal carcere di San Vittore, ove una mamma evade dal carcere con la figlioletta di appena 2 anni!
Ebbene si, la donna una detenuta argentina di 38 anni che era in attesa di un giudizio definitivo circa la sua condanna, mentre si trovava nella sezione a custodia attenuata presso la casa circondariale di Milano San Vittore, il giorno 17 intorno attorno alle ore 22:00, è riuscita a fuggire insieme alla sua bambina: è così che una mamma evade dal carcere con la figlioletta di appena 2 anni, aprendosi un varco tra le inferriate al piano terra.
Rispetto alla vicenda di questa mamma evasa dal carcere con la figlioletta di appena 2 anni, il sindacato si è subito apprestato a precisare “Non è colpa delle strutture per madri carcerate”, mentre l’Osapp, in una nota del suo segretario generale, il Signor Leo Beneduci, dopo aver confermato le modalità dell’evasione, ha precisato che al momento a polizia penitenziaria è impegnata nelle ricerche dell’evasa.
Emerge inoltre che il caso di questa mamma che evade dal carcere con la figlioletta di appena 2 anni, non sarebbe il primo ma il secondo in soli tre anni, dalla palazzina dedicata alle detenute con figli ma nonostante si tratti di un reato, questo evento appare di rilevanza ben inferiore , rispetto a quelli avvenuti dall’inizio dell’anno a Pisa e a Roma nel carcere di Regina Coeli, per cui non risulterebbero particolari allarmi nè nella classe politica, nè negli organi di governo.
Il sindacalista tiene quindi a chiarire che il caso di questa mamma evasa dal carcere con la figlioletta di appena 2 anni, non è imputabile alla vigilanza attenuata ed in borghese, indispensabile in considerazione della presenza di bambini sono i 3 anni, che peraltro si sono comunque in generale, rivelate efficaci e conclude ”Ci auguriamo, quindi, che l’esperienza degli Icam (ossia queste strutture) non sia in alcun modo svilita e che il personale di polizia penitenziaria impiegatovi non debba rispondere, come fin troppo spesso avviene, di colpe non proprie”.
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