Mamma Siria: il bebè in braccio

mamma e bimbo

Care mamme, qualche tempo fa vi ho segnalato il testo “Portare i piccoli “ di Esther Weber edito da Il Leone Verde. L’ho letto con molto interesse e alcune informazioni mi sono rimaste impresse perché, nonostante siano di tipo scientifico/etologico, vi ho trovato dei rimandi alla vita di tutti i giorni e ad alcune mie esperienze.

In “Portare i piccoli” è esposta la teoria di alcuni etologi sulla classificazione del cucciolo d’uomo. Secondo le comuni osservazioni, i cucicoli  possono essere distinti in nidifughi o nidiacei. I nidifughi, cioè quelli che lasciano subito il nido, sono quei cuccioli che nascono già formati, in grado di muoversi e di raggiungere autonomamente la madre e le sue mammelle. I cavalli, ad esempio. Le mamme di questi cuccioli hanno un latte leggero, digeribile, perché i cuccioli lo hanno “a portata di mano” e possono poppare più volte. I nidiacei invece hanno caratteristiche opposte: non sono autonomi, a volte non completamente formati (magari per un po’ restano ciechi) e rimangono nel nido tranquilli per ore mentre la mamma si procura il cibo. Questi piccoli hanno bisogno di un latte ad alto contenuto calorico e di grassi perché possono poppare meno spesso e a intervalli di ore. Un esempio calzante è quello dei gattini.

C’è però un’altra classe di cuccioli che gli etologi hanno chiamato “i portati”. Questi piccoli non sono autonomi alla nascita, ma la loro conformazione e i loro bisogni non permettono nemmeno che li si possa lasciare soli a lungo. Sono quindi cuccioli che la madre porta con sé, addosso, continuando a spostarsi e a procacciarsi il cibo e allo stesso tempo allattandoli spesso. I cuccioli umani apparterrebbero a questa categoria: e i loro riflessi innati, insieme alla richiesta di contatto e all’istinto materno rispondente, indicano che il contatto prolungato e i primi mesi di vita “in simbiosi” con il corpo materno siano quello di cui ha bisogno il cucciolo della nostra specie.

Leggere di questa interessante teoria (che per quel che mi riguarda è vera) mi ha fatto ripensare a un episodio accaduto poco dopo il mio parto. Ero in camera insieme alla mia piccola e accanto a me c’erano in visita i parenti della mia compagna di stanza, anche lei puerpera, in un clima sorridente che coinvolgeva un po’ tutti. A un certo punto mia figlia, che era nella culla, mi ha chiamata e io l’ho presa in braccio: la suocera dell’altra mamma (sarà un caso?^^) mi vede e dice: “non prenderla subito in braccio, così la vizi!”

E la giovane, inesperta mammina alle prime armi spalancò gli occhioni e rispose: “Ma che dice? Signora, è una bambina di due giorni!” e continuò a cullare imperterrita.

Che dire… in stanza il clima sarà cambiato un po’, ma non mi sono pentita della mia risposta. Gli etologi sono dalla mia parte! :-)

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Autore:

4 risposte a “Mamma Siria: il bebè in braccio”
  1. Alice 25 agosto 2010 a 09:14 #

    Ciao Siria, sono d'accordo con te! Tutti si sentono di darti consigli così senza nemmeno averli chiesti…e a volte i consigli sono così distanti da quelle che sono le nostre idee…
    Io ad esempio, uso dal primo giorno il pannolino lavabile, e dal pannolino lavabile ho dato il via ad un sito e-commerce, Naturabioallegra.it dove propongo diversi prodotti ecofriendly.
    In tanti mi avevano detto…ma sei fuori? sarai così stanca che non li usereii..e invece sono così pratici che ho deciso di aprire un'attività on line e di mettere tante mamme a conoscenza di questo mondo del riciclare, ridurre e risparmiare!
    Mi manca solo la fascia porta bebè, io ne ho usata una ma per poco tempo…..ce ne sono tante, e voglio scegliere un buon prodotto. Perchè portare è naturale ed istintivo, perchè un tempo non c'erano nè culle nè carrozine, ma solo l'amore e il tenero abbraccio della mamma.
    Grazie per il post mi ha ricordato che devo proprio muovervi a cercare un ottimo produttore! Un saluto Alice

  2. Gabriella 26 agosto 2010 a 08:15 #

    Sulla questione del "viziare" si potrebbe discutere per ore e sempre ci sarà qualcuno convinto che prendere in braccio e tenere in braccio i figli sia "viziarli". Mi chiedo se queste persone continuano a stare così attente anche dopo qualche anno, quando il bimbo non è più lattante, ma comincia a chiedere (ed ottenere) una gran quantità di oggetti. La mia impressione è che l'attenzione non sia tanto per il bimbo quanto per la madre, che deve "imparare" ad essere una buona madre, quindi non viziare, non dare cattive abitudini, ecc…
    Ma cosa succede se poi la medesima madre un po' di tempo dopo decide di vietare al bambino di due-tre anni di vedere la tv? O di non comprare certo tipo di giocattoli, che ritiene violenti o inadatti?

  3. laura 28 agosto 2010 a 12:47 #

    Rispondere ai richiami di un bambino, neonato o meno, non è viziare, ma essere attenti alle sue esigenze.

    Diverso è, invece, arrivare a un tipo di rapporto nel quale il bambino "tiene in pugno" i genitori. Ma questo dipende da modalità di relazione improprie che si instaurano con il tempo e ciò avviene di frequente quando in famiglia c'è qualcosa che non va per il verso giusto.

  4. siria 17 settembre 2010 a 11:07 #

    Ciao ragazze, grazie per il vostri preziosi commenti e perdonatemi se rispondo con un po' di ritardo, ma da mamme mi capirete ^_^
    @Alice: complimenti per il tuo portale, appena posso me lo giro per bene e magari lo segnalo qui su mammaoggi! Per quanto riguarda le fasce, io ne ho una di Equazioni (equazioni.org), mi trovo davvero bene! Le vende una mamma che ha anche un blog e fa un sacco di iniziative carine :-)
    @Gabriella: sono d'accordo al cento per cento. Il bambino piccolissimo o neonato non va "viziato", deve starsene in un angolo e non disturbare. I ragazzini che invece pascolano schiamazzando senza alcun limite "sono bambini". Mah! E in effetti, sulla neomamma c'è una pressione sociale
    enorme.
    @Laura: il tenere in pugno, secondo me, arriva più tardi, quando il piccolo parla e quando in effetti sarebbe il momento dei primi no, che non tutti i genitori sono in grado di gestire con serenità, come fai notare anche tu.
    Ciao a tutte!!

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