Mamma Sesa: "Noi non possiamo entrare"

divieto passeggini

Care mamme,

cosa vi viene in mente se leggete la frase “Noi non possiamo entrare”? Probabilmente un cartello appeso sulla vetrina di un negozio o di un locale che invita i proprietari a lasciare fuori dalla porta i propri animali domestici.

Fuochino. In realtà si tratta, giustamente, di un cartello (che potete vedere nella foto in alto) affisso sulla vetrina di un locale, ma non sono cani e gatti a non poter entrare, bensì carrozzine e passeggini.

Sì, avete letto bene: in un winebar di Monaco i bambini possono entrare solo senza “mezzo di trasporto” al seguito.

La spiegazione fornita dalla proprietaria è che il locale è piccolo e consentire l’accesso ai passeggini significherebbe bloccare il passaggio e la libertà di movimento non solo ai clienti, ma anche al personale stesso del bar. Inoltre, aggiunge la signora, potrebbe essere anche pericoloso perché si rischierebbe di inciampare e rovesciare, ad esempio, una bevanda calda sopra al piccolo seduto sul passeggino.

Così, fin dall’apertura nel 2006, sulla porta del winebar campeggia questa scritta che, mi sembra di capire, non si ha nessuna intenzione di rimuovere.

Come sostiene la proprietaria, infatti, a Monaco esiste una vastissima offerta di locali pensati per i bambini e per le famiglie, mentre il suo winebar si presenta sul mercato come tranquillo luogo di ritrovo per professionisti che vogliono rilassarsi e conversare amabilmente dopo una giornata di lavoro, senza schiamazzi infantili intorno (lo lascia solo intendere ma mi sembra abbastanza evidente!). In teoria, infatti, non sono i bambini a non essere voluti ma solo i passeggini, in pratica però, visto che l’unico posto dove parcheggiarli è la strada, la maggior parte dei genitori rinuncia ad entrare per non lasciarli incustoditi. In un certo senso quindi, il divieto altro non è che un modo più gentile di dire che i piccoli ospiti non sono graditi.

Questo winebar tedesco è, in realtà, semplicemente uno dei tanti esercizi commerciali molto poco family-friendly, esempio lampante dello “scontro ideologicotra chi ha figli e chi non ne ha: i single o le coppie senza figli rivendicano il loro diritto a godersi qualche ora in santa pace, sorseggiando un buon bicchiere di vino, senza doversi preoccupare di difendersi dagli spintoni di bambini urlanti che corrono per tutto il locale, e non capiscono perché i genitori non si limitano a portare i figli al parco giochi, invece di andare in giro per locali (come se i genitori non avessero diritto anche loro a gustare un buon bicchiere di vino chiacchierando con gli amici, ma questa è un’altra storia) mentre i genitori non si capacitano sul perché di tanta intolleranza e non capiscono come sia possibile che in tanti locali i cani siano più benvenuti dei bambini.

Come madre di un bambino vivace, posso capire che, per chi non ha figli, dover “sopportare” cose per me normali come corse tra i tavoli, domande a raffica e grida di varia intensità, possa essere fastidioso ma, come donna con amici e una vita sociale, non voglio pensare che gli unici posti adatti a genitori di figli piccoli, siano parchi giochi o fast food con aree per bambini.

Certo, come sostiene la proprietaria, un winebar non è il posto adatto per i bambini ma io aggiungo che lo sarebbe per i loro genitori che magari, almeno una volta al mese, non vogliono rinunciare ad un’uscita con gli amici anche se non hanno nonni o baby-sitter a cui lasciare i figli.

Mi rendo conto che la questione non è poi così semplice perché, a mio avviso, è una di quelle situazioni in cui un po’ tutti hanno una parte di ragione, nel senso che i genitori hanno diritto a non essere discriminati, chi non ha figli ha diritto di godersi l’atmosfera lounge di un winebar senza altri “sottofondi” di sorta, ha diritto il commerciante di agire in modo tale da accontentare le esigenze della propria tipologia di clientela.

E voi come commentate? Discriminazione o semplice differenziazione nell’offerta commerciale? La proprietaria dice che non si può pretendere che tutto il mondo sia a misura di giovani madri con prole al seguito, voi che ne pensate?

Fonte: Süddeutsche Zeitung. Copyright immagine Alessandra Schellnegger.

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Autore:

16 risposte a “Mamma Sesa: "Noi non possiamo entrare"”
  1. Brigitta 14 settembre 2010 a 09:37 #

    Carissima, purtroppo non posso che sottoscrivere l'iniziativa di questo bar. Devo ammettere che sempre più spesso sto diventanto itollerante, a causa di bambini urlanti e maleducati che con la loro presenza sendono invicibili supermercati, ristoranti, e così via. So che la questione è di educazione e capacità dei genitori di rendere educati i loro piccoli, ma tant'è..così al giorno d'oggi è sempre meno. Mamme che fingono di non accorgersi che i loro piccoli stanno mettendo a ferro e fuoco locali e importunando persone. Insomma. Se la libertà dev'essere di tutti, anche gli adulti senza famiglia devon essere liberi di viversi la loro indipendenza senza sforzarsi in sorridini e sopportazione ogni volta che c'è un bambino. Piuttosto, hai fatto molto bene a segnalare questo episodio, perchè la riflessione dev'essere un'altra: cosa porterà ancora questa mancanza di educazione? perchè non si riescono più a vedere bimbi educati e genitori capaci di imporre disciplina? Quello del bar di Monaco è senza dubbio un gesto estremo, ma ti dirò, se ci fosse qui nela zona dove vivo, io ci andrei in un posto così, mi sewmbra anche più sicuro per i bimbi, che in certi locali forse è melgio che vengano da più grandicelli..e tu che ne pensi?

  2. DENISE 14 settembre 2010 a 09:53 #

    Mha, io sono dell'idea che….un bar non fa primavera.
    Da una parte ci potrebbero essere più locali family-friend dall'altra però possono tranquillamente esistere posti dove l'ingresso è riservato ai soli adulti …mi sembra assurdo gridare allo scandalo per questo tanto più che in questo caso specifico le "motivazioni" che portava l'avventrice mi sembrano tutto sommato ragionevoli.
    Il posto piccolo aumenta la possibilità di incidenti (e a volte dovrebbero essere le stesse mamme ad essere un pò più ocultate sulla scelta dei locali ANCHE tra quelli family-friend). In più, almeno qui in Italia siamo abituati a situazioni come quella che descrive Brigitta sopra…..e a non essere tollerabili sono certi livelli di maleducazione GENITORIALE.
    Per il resto nessuno dice ad un genitore di non andare al wine bar: o ne trova uno family friend o ci va senza prole.
    D'altronde se vai a gardaland (più family friend di cosi…) i bambini piu bassi di un 1,50 non possono salire su alcune attrazioni.
    Io ho visto madri protestare per questo invece che pensare all'incolumità dei loro figli. E quello è un parco divertimenti di portata NAZIONALE non un piccolissimo, caratteristico bar di una cittadina del centro……

  3. DENISE 14 settembre 2010 a 09:57 #

    Mha, io sono dell’idea che….un bar non fa primavera.
    Da una parte ci potrebbero essere più locali family-friend dall’altra però possono tranquillamente esistere posti dove l’ingresso è riservato ai soli adulti …mi sembra assurdo gridare allo scandalo per questo, tanto più che in questo caso specifico le “motivazioni” che portava l’avventrice mi sembrano tutto sommato ragionevoli.
    Il posto piccolo aumenta la possibilità di incidenti (e a volte dovrebbero essere le stesse mamme ad essere un pò più oculate sulla scelta dei locali ANCHE tra quelli family-friend). In più, almeno qui in Italia, siamo abituati a situazioni come quella che descrive Brigitta sopra…..e a non essere tollerabili sono certi livelli di maleducazione GENITORIALE.
    Per il resto nessuno dice ad un genitore di non andare al wine bar: o ne trova uno family friend o ci va senza prole.
    D’altronde se vai a gardaland (più family friend di cosi…) i bambini piu bassi di un 1,50 non possono salire su alcune attrazioni.
    Io ho visto madri protestare per questo invece che pensare all’incolumità dei loro figli. E quello è un parco divertimenti di portata NAZIONALE non un piccolissimo, caratteristico bar di una cittadina del centro……

  4. Anna 14 settembre 2010 a 13:10 #

    Sono assolutamente d'accordo con la proprietaria del winbar, io ho due bimbi piccoli e un locale simile non è proprio il posto giusto dove portare bambini che si annoiano a stare seduti e che quindi corrono tra i tavoli. Chi non ha figli ha tutto il diritto di starsene in sacrosanta pace a conversare traquillamente.
    Per rispodere invece a Brigitta che si domanda dove sono finiti i genitori che educano i propri figli ti posso assicurare che ci sono genitori che fanno del loro meglio per insegnare le buone maniere ma i bambini passano fasi in cui sembrano assolutamente refrattari a qualsiasi tipo di insegnamento se a questo aggiungi la noia che certi posti ( supermercato, ristoranti, bar….) riescono a generare e alla "gelosia" che nasce dal momento in cui il piccolo si rende conto che mamma e papà hanno altro da fare che guardare lui allora capisci che dventano incontrollabili.

  5. Giuli 14 settembre 2010 a 14:03 #

    Diciamo che il buon senso dei genitori dovrebbe far loro capire in quali locali si possono portare bambini e in quali no. In ogni caso, quando mi è capitato di prendere un aperitivo con un'amica portandomi dietro il mio bambino (e a Milano trovare un locale family friend all'ora dell'aperitivo è difficile!), non appena lui ha cominciato a dare segni di nervosismo sono sempre uscita.
    Quanto alla disciplina, bisogna considerare anche l'età del bambino in questione: un bambino di uno o due anni che non sopporta di stare seduto fermo per un'ora in un locale, non è maleducato, è semplicemente UN BAMBINO. Maleducati i loro genitori se restano lì a sorseggiare il loro drink senza fare un piega.

  6. sesa 14 settembre 2010 a 23:57 #

    Carissime Brigitta, Denise , Anna e Giuli, grazie davvero per i vostri commenti! Sono molto contenta di avere dato il via ad una discussione su un argomento che ha saputo suscitare il vostro interesse e uno stimolante scambio di opinioni.
    Detto questo, non posso che essere d'accordo con quello che dite, nel senso che, come scrivo anche nell'articolo, è una di quelle situazioni in cui tutte le parti in causa hanno la loro parte di ragione.
    Sicuramente il desiderio di tranquillità dei clienti è condivisibile, come lo è anche la scelta commerciale del wine bar.
    Sarà per la mia esperienza di vita "solitaria" all'estero che penso sempre a quei genitori che non hanno possibilità di lasciare i figli per andare in locali di questo tipo: è giusto secondo voi che debbano sempre rinunciare?
    E' chiaro che il buon senso deve prevalere, non pretendo e neanche condivido la frequentazione assidua di certi posti con bambini piccoli, perché non sono di certo posti adatti, ma se una volta ci si vuole concedere questo "lusso", non penso sia giusto negarlo.
    Poi, come dice Giuli, sta a noi saperci comportare e tenere a bada i nostri piccoli in modo che non diano fastidio agli altri (concordo pienamente sul fatto che alcuni genitori lasciano che i figli si comportino da selvaggi pur di finire il loro drink!) e, se non si riesce, alzare i tacchi e andarsene. Ma questo è ben diverso da un divieto a priori.
    Voi mi direte che si possono scegliere altri locali ma, sapete com'è, una cosa acquista più interesse quando sai che non la puoi fare! ;)

    Scherzi a parte, grazie ancora per il vostro contributo!

  7. Mercuzio 15 settembre 2010 a 12:41 #

    Tra le righe dell'articolo si legge una sorta di "stizza" verso la proprietaria del winebar, che si e' permessa di mettere al bando i sacri passeggini :P
    Battute a parte, io son d'accordo con il winebar: ci son tanti posti dove andare con i bambini, tanti locali dove loro magari si divertono anche di piu' senza che qualche musone di cliente li faccia sentire in colpa per questo. ;-)

  8. pampilla 16 settembre 2010 a 15:33 #

    Ciao a tutti, molto interessante questo dibattito aperto dalla nostra Sesa, anche perché è proprio vero che le ragioni sono tante e tutte fondate!
    Detto questo, penso che quando i bambini sono piccoli e si comportano da bambini, come dice Giuli, purtroppo i genitori devono sacrificarsi e, se non possono mollare i pargoli (io sono fortunatissima, lo posso fare), certi locali sono out.
    Giusto che chi non ha figli si goda la sua serata senza il casino che fanno i bambini, anche se va da sé che poi ci siano posti adatti alle famiglie che i single o le coppie non frequentano, e viceversa. Insomma, l'offerta tende ad auto-differenziarsi.
    Butto sul tavolo un'altra questione, magari meno seria dell'educazione che bisognerebbe dare ai propri figli (condivido in pieno che ad esser fastidiosi a volte sono più i genitori del tutto passivi di fronte alla maleducazione della prole, che la prole stessa), ma altrettanto valida. Come è giusto tutelare il diritto di chi non ha figli a godersi una serata in santa pace, sarebbe giusto offrire luoghi adatti a genitori con figli e vi assicuro che, soprattutto quando i bambini sono piccoli, non è semplice come si crede. Quanto spesso vi siete trovati un fasciatoio in bagno? O un locale attrezzato con i seggioloni? Non parliamo delle barriere architettoniche o di quando bisogna allattare! Lo so che non sempre è possibile creare un locale ad hoc, ma così è troppo raro! A volte resta solo la chiassosa pizzeria che ti fa perdere ogni voglia. Ciao a tutti!

  9. siria 16 settembre 2010 a 23:44 #

    Ciao a tutte,
    discussione interessante! Tutti commenti seri, veri e sacrosanti, ognuno con ragioni che hanno un perché.
    A me viene in mente solo una cosa: ma… e se una entrasse con il marsupio? O con il bimbo in fascia? "Passeggino" non è sinonimo di "bambino"! E se la proprietaria non vuole i bambini nel bar, per tutta una serie di motivi anche giustissimi, forse dovrebbe trovare un'altra strategia, o affrontare il problema bimbi/ target del locale in modo diverso. :-)

  10. pampilla 17 settembre 2010 a 10:33 #

    Ma non è che deve diventare una battaglia!!!! :-D
    A me è capitato qualche volta di avere la netta percezione che il bambino non fosse gradito, nonostante dormisse nel suo passeggino. Semplicemente, ho depennato il ristorante dalla mia lista dei preferiti, per così dire, ora e per sempre! Me ne rendo conto da sola se in un posto si può o meno andare col pupo, e non c'è bisogno di far sentire in imbarazzo un genitore perché si porta dietro il passeggino. Tanto più, ripeto, quando questo non sta creando fastidi a nessuno. Ciao!

  11. Ely 7 ottobre 2010 a 13:04 #

    Adoro i bambini, però ammetto che, da non-madre, quando mi capita di essere in un locale con amici e, ai tavoli accanto, ci sono bambini (non neonati, ma dai 4-5 anni in su) che, anziché mangiare e starsene tranquilli, corrono, lanciano oggetti e/o cibo (anche a chi è seduto ai tavoli vicini), insomma fanno i loro comodi sotto gli occhi indifferenti – quando non orgogliosi! – dei genitori, un po' mi "altero". Non tanto coi bambini (se non hanno ricevuto un'educazione su come comportarsi in pubblico, non è certo colpa loro), quanto coi suddetti genitori, i quali, se "osi" protestare, rispondono che i bambini debbono fare ciò che gli pare… Ma siamo matti?
    Venendo allo specifico, concordo con la proprietaria del winebar. Bisogna differenziare senz'altro l'offerta, consentendo anche a chi ha bimbi piccoli di avere una vita sociale che vada oltre i giardinetti. Ma anche chi vuol passare una serata in pace ha i propri diritti.

  12. sesa 8 ottobre 2010 a 22:51 #

    Ciao Ely, guarda, io sono una mamma ma le situazioni che hai descritto tu fanno saltare i nervi anche a me, per cui capisco il tuo punto. Mi sembra di capire che siamo un po' tutte d'accordo sul fatto che ci vorrebbe un corso, rivolto ai genitori, di semplice educazione e su come gestire i figli in luoghi pubblici.

    Capisco anche che, in fondo, meglio la sincertità e la presa di posizione della padrona del wine bar piuttosto che tutti quei ristoratori che non dicono di non gradire la presenza dei bambini, ma te lo fanno capire comunque subito. Tipo quando ti azzardi a chiedere un seggiolone e loro splalancano gli occhioni come se avessi chiesto chissà cosa e, quando ti va bene, ti portano un residuato bellico lurido e traballante, in cui tuo figlio comunque non ce lo metti perché hai paura rimanga intrappolato.

    Lo so da me che un wine bar non è posto adatto per bambini ma quello che mi da fastidio è che quel cartello rappresenta un'ulteriore limitazione ad un'offerta inesistente. I posti family friendly si contano davvero sulle dita di una mano, sembra che le famiglie con bambini oltre ai giardinetti (come dici tu) non possano andare.

    Quindi noi genitori ci troviamo a dover scegliere: se vogliamo fare una serata "adulta" (banale ristorante) bisogna lasciare i figli a casa, mentre se vogliamo fare un'uscita con prole al seguito, o andiamo al parco giochi o ce ne stiamo a casa. Secondo me non è giusto che le due cose non possano convivere. Credo fermamente che si dovrebbe puntare molto di più sui servizi per bambini all'interno dei locali, perché si farebbero felici tante categorie di persone: bambini, genitori, clienti senza figli e ristoratori che, magari, vedrebbero pure aumentata la clientela.

    Se ci fossero alternative valide, a nessuno fregherebbe un fico secco di 'sto wine bar!!! ;)

  13. DOMENICO CALAMAI 1 febbraio 2011 a 23:37 #

    SONO IL PROPRIETARIO DI UN RISTORANTINO CON 38 POSTI A SEDERE E PROBLEMA DEI BAMBINI E RELATIVI PASSEGGINI NON COSI' EVIDENTE(STO ALLESTENDO UN ZONA CON FASCIATOIO PROPRIO PER LORO) E IL MENU' HA UNA PARTE DEDICATA AI PICCOLI OSPITI.
    IL VERO PROBLEMA E' IL DISTURBO CHE DANNO AGLI ALTRI AVVENTORI: IL BIMBO DI 2-5 ANNI DOPO 1 ORA CHE E' AL RISTORANTE INIZIA A CORRERE FRA I TAVOLI,GRIDARE,PIANGERE,BUTTARSI PER TERRA: IN GENERALE A ROMPERE LE LE SCATOLE AL PROSSIMO.IL QUALE PROSSIMO SOVENTE E' UNA COPPIA DI FIDANZATI CHE VUOLE STARSENE IN PACE.IL TUTTO FRA INDIFFERENZA DEI GENITORI OCCUPATI A CHIACCHIERARE CON GLI AMICI.
    MORALE;IL PROBLEMA DEI BAMBINI AL RISTORANTE SONO I GENITORI.
    MORALE:

  14. sesa 3 febbraio 2011 a 10:12 #

    Ciao Domenico, sono perfettamente d'accordo con te e mi sembra che il "problema genitori" accomuni un po' tuti i commenti precedenti.E' una gran cosa che tu stia attrezzando il tuo ristorante con degli spazi dedicati ai bambini, speriamo che anche altri proprietari di locali seguano il tuo esempio. Perché forse i bambini darebbero meno fastidio se fossero accolti in maniera diversa, non credi??? Grazie mille per il tuo commento e a presto!

  15. annarita 10 marzo 2011 a 00:29 #

    Mia sorella non potrà avere figli, io , invece , sono una madre…. proviamo entrambe orrore per questo…… i bambini non sn oggetti…. non torniamo allo squallore della seconda guerra mondiale… '' vietato agli ebrei''' state facendo schifo

    • paola 28 marzo 2012 a 12:53 #

      a tutto il dibattito mi pare manchi un solo commento: Annarita RIPIGLIATI!!!

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