Mamma Sesa: l'italiano, questo sconosciuto

Immagine tratta dal sito "L'ita(g)liano. Strafalcioni quotidiani"

Care mamme,

in questi giorni ho sentito una notizia alquanto sconfortante: stando ai risultati degli ultimi test effettuati nelle scuole medie e superiori italiane, sembra evidente che i ragazzi italiani non conoscano bene la propria lingua madre.

Usano congiuntivi e condizionali sbagliati e a caso (stile “Venghi, si siedi” dei film di Fantozzi o il terribile “se farei/andrei/sarei” ecc.), si perdono per strada le “h” nella coniugazione del verbo avere (come mi disse una volta una persona, che negli sms non le mette mai, “lo faccio per risparmiare spazio”…certo, come no?!), sbagliano accenti e apostrofi (tipo “un’altro” e “pò”), usano l’onnipresente “k” al posto di qualsiasi “c”, non sanno andare a capo e non conoscono i sinonimi (e perché mai? “cosa” è perfetta per sostituire qualsiasi parola o concetto!).

Insomma, le lacune dei ragazzi sono talmente grandi (si notano soprattutto nel passaggio dalle scuole medie agli istituti superiori) che presidi e professori hanno deciso di correre ai ripari organizzando dei corsi di supporto o ripasso pomeridiani per tutti quei ragazzi che presentano gravi lacune in grammatica, analisi logica e grammaticale.

Devo ammettere che, quando ho letto questa notizia, la mia mente è volata forse un po’ più in là del dovuto e non ho potuto fare a meno di pensare a quanto dipenda anche da me la padronanza che mio figlio avrà dell’italiano, una delle sue due lingue madri. Se rimarremo stabilmente in Svizzera, infatti, anche se l’italiano è una delle lingue ufficiali del Paese e l’offerta formativa propone corsi di lingua e letteratura italiana, mio figlio crescerà comunque in un contesto tedesco e l’italiano, nella quotidianità, lo parlerà con me e pochi altri. Per questo, penso sia importante anche il mio contributo, non solo cercando di usare la lingua in modo corretto, utilizzando sempre giuste costruzioni grammaticali e esatti tempi verbali, ma anche integrando e approfondendo a casa ciò che imparerà a scuola.

Già per la sua educazione bilingue, ho paura che possa risultargli ancora più complicato destreggiarsi tra le regole dell’italiano e quelle di una lingua tanto difficile come il tedesco ma, soprattutto, ho paura che una scarsa pratica, soprattutto scritta, possa causargli qualche difficoltà in più. Insomma, se i ragazzi italiani che vivono, vanno a scuola e fanno tutto in italiano non conoscono bene la lingua, figuriamoci un italiano per metà tedesco che vive in Svizzera!!

Magari sono tutti film che mi faccio da sola, magari invece lui, proprio perché abituato fin dalla più tenera età a tante lingue, svilupperà un talento naturale e gli risulterà più semplice parlare e scrivere in maniera corretta.

Le competenze linguistiche secondo me sono molto importanti, è bello essere in grado di giocare con le parole, di esprimersi in maniera accattivante, di possedere fluidità nella scrittura, di saper cambiare registro e stile a seconda delle situazioni e degli interlocutori…o comunque, anche senza aspirare a diventare dei letterati, riuscire a scrivere un sms o una mail senza rischiare di far inorridire il destinatario con ridicoli strafalcioni che, giusto con un minimo’ di attenzione e impegno, si potrebbero tranquillamente evitare.

Ecco, magari mio figlio mi guarderà male se gli proporrò l’ennesimo libro in italiano o gli farò scrivere qualcosa o, ogni tanto, gli farò fare qualche esercizio di grammatica, ma penso che, in futuro, ne sarà contento.

Penso, infatti, che il fatto di essere bilingue già di per sé possa portare un prezioso arricchimento culturale per la sua crescita e la sua vita in generale, ma penso sarebbe incompleto se non riuscisse a possedere in maniera sufficientemente competente e sicura entrambe le lingue.

Per questo, concludo il mio post/dichiarazione d’intenti con un slogan elettoral-politico-propagandista: mamme, sostenetemi, più analisi logica e grammaticale per tutti!!! ;)

Immagine tratta dal sito “L’ita(g)liano. Strafalcioni quotidiani”

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2 risposte a “Mamma Sesa: l'italiano, questo sconosciuto”
  1. pampilla 4 ottobre 2010 a 15:19 #

    Con me sfondi una porta aperta! Ma pensando a quanti oggi non sanno usare bene l'italiano (lasciamo perdere i politici, penso anche solo ai giornalisti), non mi stupisce che i ragazzi oggi non sappiano più come usare congiuntivi e acca! Refusi ed erroracci sono all'ordine del giorno anche in contesti un tempo puri, quotidiani di primissimo piano, strisce dei tg, slogan pubblicitari, libri di editori importanti… Insomma, nemmeno più gli addetti ai lavori ci tengono molto, quindi non possiamo pretendere che i giovani parlanti crescano con questa cura.
    Io comunque mi impegnerò a fondo, la grammatica è una cosa che ho imparato bene dalle elementari e che mi è sempre piaciuta e, senza voler fare la mamma-maestrina, ci tengo che mio figlio la conosca, quando sarà il momento.
    Quanto al tuo piccolo bilingue, non preoccuparti, prima di tutto ci sei tu, poi sono sicura che saprai capire in che modo districare questa faccenda del bilinguismo quando sarà il momento, con la scuola immagino. E magari tornerete in Italia, no?
    Ciao Sesa!

  2. sesa 6 ottobre 2010 a 00:04 #

    Ciao Pampilla, grazie mille per le tue parole! Hai ragione su tutto, non si può pretendere che i ragazzi abbiano proprietà di linguaggio se mancano validi modelli di riferimento a cui ispirarsi e da cui imparare. Quanto a me, hai ragione pure su quello, meglio non fasciarsi la testa prima del tempo e affrontare con calma ogni problema, quando e se si presenterà! Grazie e al prossimo commento! ;)

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