Mamma Sesa: come andrà a scuola?

bocciatura

Care mamme,

un paio di giorni fa ho saputo che un ragazzo che mi è molto molto caro, dopo essere stato rimandato a settembre in matematica e fisica, non ha superato gli esami di riparazione ed è stato bocciato, in quarto superiore.

Vi giuro che, da quel giorno, questo ragazzo è stato praticamente crocifisso da genitori, nonni, parenti vari che lo rimproveravano per la leggerezza con cui ha affrontato l’anno scolastico e che l’ha portato a questi fallimentari risultati.

Io, sinceramente, sono stata una dei pochi ad avergli detto una parola di conforto, poiché penso sia già abbastanza triste e frustrato per conto suo e che quindi non ci sia bisogno di rincarare la dose.

Certo, la bocciatura è stata una conseguenza diretta del suo atteggiamento svogliato nei confronti dello studio e della strafottenza con cui si rifiutava di studiare le materie in cui non riusciva bene subito, e per questo è da biasimare, perché sarebbe stato perfettamente in grado, sveglio, furbo e intelligente com’è, di portarsi a casa un 6. D’altra parte però, la lezione è talmente severa che si renderà presto conto di quanto sia stato superficiale, lo capirà quando vedrà i suoi amici diplomarsi mentre lui dovrà ancora frequentare il quinto, e quando li vedrà andare a vivere da soli in un’altra città per frequentare l’università, mentre lui sarà ancora inchiodato a casa e alle prese con la maturità.

Questo episodio mi ha fatto pensare a quale sarà il rendimento scolastico di mio figlio quando, tra 4-5 anni, siederà anche lui sui banchi di scuola, e a come la prenderò se non sarà studioso come lo siamo stati io e il padre.

Mi torna sempre in mente che, quando frequentavo le elementari, tutti i miei compagni maschi andavano male e io dicevo che non avrei mai voluto un figlio maschio perché tenevo così tanto ad avere buoni voti che, dicevo, non avrei mai sopportato un figlio ripetente! E pensare che, a distanza di più di vent’anni, quando sono rimasta incinta, speravo con tutto il cuore fosse maschio!

Ora come ora, penso che sarei più contenta se facesse il suo dovere senza diventare un secchione e se si godesse infanzia e adolescenza senza stare troppo sopra ai libri (forse perché io rimpiango di averlo fatto). Ma mi chiedo, se lui fosse svogliato e poco portato per lo studio, la penserei ancora così?

Quanto mi peserebbe se non andasse bene a scuola?

Credo dipenderà molto dal motivo di eventuali brutti voti: se l’impegno c’è ma i risultati stentano a venire, perché magari non riesce a capire una determinata materia, non posso di certo fargliene una colpa, ma se il suo problema fosse solamente la scarsa voglia di applicarsi, anche se in possesso di tutte le carte in regola per avere la sufficienza, penso che prenderei la cosa in maniera diversa. Più che altro perché dimostrerebbe uno scarso senso di responsabilità: andare a scuola non piace a nessuno ma, in una certa fase della nostra vita, è nostro dovere frequentarla e cercare di trarne il meglio.

E’ utopico pensare che, nell’età scolare, i bambini e i ragazzi si rendano davvero conto di quanto sia importante una buona istruzione per il loro futuro ma, se quello è il loro compito, dovrebbero avere abbastanza maturità e senso del dovere per capire di doverlo portare a termine, senza troppi strascichi.

E il compito di noi genitori è quello di crescere bambini così maturi e responsabili…ce la faremo??? :)

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