Care mamme, eccomi alle prese con il fatidico momento: mio figlio sta per andare al nido!! In realtà non è un vero e proprio asilo nido, ma un centro prima infanzia, ovvero un nido che non fornisce il servizio mensa e che è attivo soltanto 4 ore la mattina (e che costa tanto di meno: la retta massima si aggira intorno ai 200 euro al mese).
Io e mio marito abbiamo preso questa scelta innanzitutto in vista dell’arrivo del nostro secondo bambino, previsto il 22 ottobre, giorno più, giorno meno. Quando ci sarà la piccola, ci siamo detti, come faccio io a seguirli tutti e due senza diventare pazza, soprattutto nei primi, delicati mesi?
Lasciare Tommaso, che a ottobre compie due anni e si trova dunque nel pieno della sua voglia di giocare e della sua vivacità, tutta la settimana ai nonni non ci sembrava ottimale: molto impegnativo per loro e poi non amiamo troppo l’idea che passi più tempo coi nonni che con mamma e papà.
Una baby sitter poteva essere una valida alternativa, però ho pensato: significa che lui dovrebbe stare in casa (arriva l’inverno e non sarà sempre possibile andare al parco) con una persona diversa da me, ma con me presente alle prese con la sua sorellina… Gelosia a tutto spiano!
Un asilo nido si è posto dunque ai nostri occhi come unica soluzione: lì può giocare anche meglio che a casa e divertirsi con gli altri bambini, tanto più che ormai va per i due anni, quindi non è più piccolissimo. Anche dal punto di vista economico è una buona scelta, soprattutto il centro prima infanzia, tutte strutture pubbliche, s’intende, visto che quelle private hanno costi esorbitanti (è una follia lavorare per mandare il proprio figlio al nido, anche se so perché a volte è l’unica cosa possibile,).
Dal lato pratico ci dovremo organizzare per portarlo e andarlo a prendere: all’inizio lo farò io, poi, quando io sarò impegnata con la mia bimba, richiederemo l’aiuto dei preziosissimi nonni.
L’unica perplessità che ci ha fatto tentennare è stato il fattore malattia: so infatti che in generale i bambini al nido si ammalano abbastanza spesso. Da questo punto di vista, infatti, siamo stati sempre molto fortunati, perché Tommaso in quasi due anni ha fatto solo la sesta malattia, presa tra l’altro quest’estate da chissà chi. E va bene che prima o poi si ammala, però mi spaventa un po’ il fatto che a casa ci sarà una neonata da contagiare! Mi affido a quei genitori che, nella mia stessa posizione mi hanno detto che a loro è andata abbastanza bene. Speriamo! Già sento qualche senso di colpa perché lo mando al nido, anche se si tratta solo di mezza giornata… Penso infatti a questi giorni un po’ come a degli “ultimi giorni”: gli ultimi giorni che siamo solo noi tre, gli ultimi che Tommaso è figlio unico e che io mi dedico a lui quasi del tutto, gli ultimi un po’ tranquilli, e per questo voglio stare con lui il più possibile.
Inoltre spero di non avere troppi problemi con l’inserimento e comunque di risolverli prima di partorire, così da ammortizzare l’impatto emotivo che già comporta l’arrivo di una sorellina.
Quindi eccoci qui, settimana prossima ci sarà il colloquio con l’educatrice e poi si parte. Auguratemi buona fortuna, mi servirà!
Trackbacks/Pingbacks
[...] scrivevo qualche giorno fa che stavo per mandare mio figlio al nido, o meglio, al centro prima infanzia, e che stavo per fare il fatidico colloquio con la futura [...]