Care mamme,
sarà che sono entrata nel settimo mese della mia seconda gravidanza: il parto non è ancora vicino, però di certo non è più così lontano, e ripensando alla mia prima volta mi è venuta in mente… l’episiotomia! Strani pensieri, direte voi, sarà il caldo, dico io!
Chi ancora non fosse dentro questa terminologia, in attesa del primo bebè, sappia che per episiotomia si intende quel «taglietto» (chissà poi perché il vezzeggiativo!) trasversale che le ostetriche praticano alla fine della fase espulsiva del parto per facilitare l’uscita del bambino, soprattutto quando le dimensioni del piccolo sono rilevanti. Mi è stato spiegato che l’episiotomia è in alcuni casi indicata anche per evitare uno sforzo eccessivo alla mamma e ridurre così sia il rischio di prolasso, sia quello di brutte lacerazioni dei tessuti interni: meglio insomma un taglio netto e ben fatto praticato ad arte, che tanti taglietti sparsi e disordinati, per dirla grossolanamente!
Il mio «piccolo» Tommaso pesava 3,7 chili alla nascita e, nonostante il parto sia stato rapido, forse anche perché indotto, le ostetriche dell’ospedale Buzzi di Milano dove ho partorito hanno ritenuta opportuna, nel mio caso, l’episiotomia.
Vi dico in tutta sincerità che in quel momento lì, al massimo del dolore e della tensione psico-fisica, come solo alla fine di un parto puoi essere, un taglio in una zona così delicata, che a pensarci a mente serena ti verrebbero i brividi, non fa nulla. È vero che si usa, ma non so se è di prassi, un anestetico locale che attenua il dolore del taglio, ma il dolore, enormemente maggiore, che si sta provando per le doglie rende la cosa del tutto ininfluente. Anzi, alcune mamme stremate da un lungo travaglio addirittura anelano all’episiotomia, purché le aiuti a fare uscire il bambino il più velocemente possibile!
Il decorso post-parto dell’episiotomia è, da quello che ho sentito, molto soggettivo. Per quanto mi riguarda, ho sofferto un po’ per due settimane: facevo fatica ad alzarmi e sedermi, e non riuscivo a camminare a lungo. Però io sono convinta che questo sia stato dovuto anche al fatto che ho partorito un bambino abbastanza grosso.
La cosa che mi ha totalmente stupito è stata invece scoprire che le mie funzioni fisiologiche non sono state per nulla condizionate da quel taglio. Care mamme che temete, come me ai tempi, l’episiotomia, non vi preoccupate, là sotto torna tutto a posto fin da subito dopo il parto nonostante il taglio, e la ferita guarisce molto più velocemente di quanto ci si aspetti!
Anzi, vi dirò che altre mie amiche a cui è stata praticata l’episiotomia hanno addirittura detto di essere andate in bicicletta quattro giorni dopo il parto e comunque di non aver avuto particolari problemi! Ripeto, io credo che dipenda anche da quanto è grosso il bambino e dunque dallo sforzo generale, dei muscoli e dei tessuti, che si è fatto per farlo nascere, oltre che dal numero dei punti, interni ed esterni, ricevuti. Però tutto sommato è meno peggio di quel che sembra: non abbiate paura!
Ciao Pampilla,
post interessante, la questione episiotomia in effetti è spinosa.
Io penso che se se ne parla prima o se una mamma la chiede, le ostetriche è giusto che ne tengano conto. Se invece è un qualcosa di praticato "sulla" mamma, senza prima interpellarla e avere il suo permesso, è da ripensare profondamente.
Se il parto va bene e non ci sono pericoli per mamma o bambino, l'episiotomia può non essere necessaria.
Certo, per un operatore sanitario è molto più facile tagliare e via, piuttosto che seguire il percorso del bimbo con più attenzione, magari frizionando il perineo con dell'olio affinché non si laceri eccessivamente. Conosco mamme che hanno vissuti traumatici a riguardo e mamme che si sono accorte dopo anni che era una cosa che non avrebbero voluto e che le ha fatte sentire violate. IL problema non è il dolore, che in quel momento è l'ultimo dei problemi, o il recupero, che se il taglio e i punti sono fatti bene è rapido, ma il modo in cui viene trattata la mamma nel momento dell'episiotomia. Oggetto o soggetto? Penso che sia un po' il problema dell'intero parto. E l'atteggiamento "ma sì, è un taglio e via, tranquille!" può essere positivissimo e costruttivo ma non affronta il problema: sarà pure un taglietto, ma IO lo voglio o no?
Ciao
Mio figlio alla nascita pesava 2,650 Kg e nonostante non fosse grosso, ho subito ugualmente quel" piccolo taglietto"(ca 60 punti tra dentro e fuori). Secondo il primario che ha praticato il tutto ( non è il caso che stia qui a dilungarmi sul perchè sia stata "necessaria" la sua presenza) non avevo abb. dilatazione..( il mio Niccolò è stato tirato fuori con la ventosa).Ad oggi, e sono passati 4 mesi io non sono ancora in grado di capire cosa sia realmente successo, ma il fastidio della cicatrice io lo accuso ancora. Per fortuna a farmi scordare tutto basta guardare lui, il mio piccolo Re! Monica
Ciao Daisy, ciao Nome, scusate se vi rispondo solo ora, ma ho passato giorni intensi! In generale, non essendo un medico, spero che l'episiotomia sia motivata da una ragione medica, più che da una comodità dell'ostetrica di turno, anche se sono abbastanza sicura che non esistano solo operatori sanitari e medici scrupolosi e rispettosi, purtroppo. Infatti la questione più importante di tutte, che hai sollevato tu, cara Daisy, è proprio quella del rispetto della donna che partorisce: oggetto o soggetto? Vorrei scrivere qualcosa al proposito, continuate a seguirci, per favore, è molto interessante e importante parlare insieme di queste cose!
ciao pampilla, grazie per aver risposto ai miei spunti. Aspetto il tuo post con curiosità allora, a presto ^^
Ciao Daisy, ho scritto un post, tienici d'occhio, lo pubblicheremo nei prossimi giorni. Grazie!!