Mamma Pampilla: la Pimpa e Giulio Coniglio, i nostri amici

Giulio Coniglio

Care mamme, da quando aveva circa un anno, a mio figlio la sera, come rito della buona notte, ho iniziato a leggere dei libri per bambini, mentre beveva il suo biberon di latte. Ora, il latte non lo chiede più da qualche mese, ma la storia della buona notte è per lui imprescindibile, in attesa di trovare qualche altra cosa che lo convinca a dormire!

Non si addormenta immediatamente (è più facile che crolli prima io…), però leggere è una cosa che gli piace in generale e io ne sono molto contenta (anche io ero una buona lettrice, prima di non averne più tempo…). Quando mi dice: «Mamma, iggiamo ibo» (che tradotto significa «Mamma, leggiamo il libro»), a qualsiasi ora del giorno, vado in brodo di giuggiole. E sono entrata nel fantastico mondo dei libri cartonati per bambini.

I nostri preferiti sono… la Pimpa e Giulio Coniglio! Ma sempre le stesse storie, si badi bene, lette di seguito due, tre volte e anche oltre, se è in vena. E i Melodisney, in genere prediletti dopo i pasti e nelle pause morte, i libriccini che contengono brevissime storielle in rima create sullo spunto delle più note fiabe Disney, con tanto di tastino con la colonna sonora del film relativo incorporato. Le ha scoperte mia suocera e non le abbiamo più abbandonate. Quelle le conosco ormai letteralmente a memoria, dal «Libro della Giungla» al «Re Leone».

Con la Pimpa, la simpatica cagnolina firmata Altan, abbiamo cominciato lo scorso Natale, quando la nostra vicina di casa ci ha regalato «La Pimpa e il pupazzo Max»: non vi so dire quante volte io e mio marito abbiamo letto questo libro in cui la Pimpa e Armando per le vacanze di Natale vanno in montagna, dove il simpatico cane bianco a pois rossi incontra un pupazzo di neve di nome Max, alle prese con un vento dispettoso che gli fa volare il cappello. Poi, masochisticamente, ho comprato «La Pimpa e la lumachina blu», soprannominata da Tommaso «la machinna» (la lumachina), tra i must del momento, dedicata a una lumachina che la Pimpa deve aiutare, perché un temporale le ha rotto il guscio.

Il primo libretto di Giulio Coniglio, invece, l’avevo preso perché, oltre ad avere dei bei disegni, parlava di andare a dormire quando la luna spunta in cielo (volevo lanciare un messaggio subliminale al mio piccolo “viveur”) e perché era brevissimo da leggere. Poi qualche settimana fa mi sono spinta più in là e ho comprato «Giulio Coniglio e la gita nel bosco», una storia già più corposa in cui il protagonista deve fare una gita nel bosco con i suoi amici, l’Oca Caterina, il Topo Tommaso e il buffissimo Pippo Porcello. Questo in assoluto è il libro del momento, il primo da cui si parte la sera, da leggere almeno due volte di fila.

Inoltre devo dirvi che non importa per che età siano indicati i libri per i bambini: a parte quelli per i più grandicelli, quelli con le pagine più fitte e le storie articolate, anche se c’è scritto 3-6 anni vanno bene lo stesso. Non so quanto il mio bambino, che non ha nemmeno due anni, segua la storia, però sicuramente impara nuove parole e si diverte a vedere le figure, avvertendo anche il tono (di gioia, di paura) della storia.

E poi… è troppo coccoloso leggere abbracciati insieme!

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