Care mamme,
la scuola è iniziata! in un modo o nell’altro ci siamo arrivate al grande giorno… I portoni si sono aperti ma la curiosità è ancora tanta. Voi avete già scoperto tutto? La mia caccia alle informazioni, tramite il tam tam dei genitori, scatta al momento dell’iscrizione. Quali insegnanti e quanti compagni di classe, quale mensa o palestra avranno i ragazzi? Non conoscere che succederà ai nostri bambini è una brutta sensazione!
E poi ci sono stati i giorni dei “grandi acquisti”: zaini, grembiuli, diari, quaderni, righelli, e un mucchio di altro materiale scolastico. Sembrava di non finire più…e invece, svuotato il portafogli, ecco che c’era tutto, ammonticchiato su qualche tavolo in attesa del fatidico “primo giorno”. Che a volte non si sa bene quale sia. Una mia amica ha interrotto le vacanze settembrine: lei dava per scontato che tutte le scuole in Lombardia iniziassero il 13 settembre, mentre in quella di sua figlia si era anticipato di una settimana per recuperare ore.
Ci siamo arrivate quindi, organizzate o pasticcione, abbiamo portato i nostri cuccioli davanti a un cancello o ad un portone e poi…sorrisi, raccomandazioni inutili e commozione assicurati. Accompagnare mio figlio, che ha iniziato la classe terza, non è stato “da lacrime”, era molta più la gioia di ritrovare gli amichetti e salutare gli altri genitori. Ma con la bambina che ha iniziato la prima elementare, l’emozione era veramente forte. I Primini sembrano ancora così piccoli, soprattutto visti camminare vicino ai ragazzini (e ancor più alle ragazzine) di quinta. E poi mi chiedo: come farà la mia bambina che corre sempre a stare ferma tutta la mattina?
È strano pensare che quello è il primissimo giorno di un percorso così lungo e difficile. Sì, è difficile per loro ma lo è anche per noi mamme e papà, che aspettiamo di vederli uscire per chiedere «Com’è andata?». Nonostante i tentativi di sdrammatizzare, alla fine non riusciamo a non dispiacerci per un brutto voto, o a fare il tifo per un’interrogazione. Insomma, il primo giorno di scuola per noi mamme è una strizzata al cuore. Meno male che loro, i bambini, spesso (ma non sempre) sembrano superare paure e timidezze scherzando e giocando a fare i “grandi”.