Care mamme,
dopo questa lunga pausa dovuta a vari motivi legati, soprattutto, a questa maledetta stagione delle influenze, riprendo in mano il mio diario per raccontarvi della nuova passione letteraria e cinematografica di Luca: Gli Aristogatti.
Il suo primo incontro con questo intramontabile capolavoro Disney, è stato del tutto casuale ma, oserei dire, intenso e decisivo, al punto che ne ricordo benissimo anche la data: il 29 dicembre dell’anno appena trascorso.
Insieme agli zii, in Sicilia per le vacanze natalizie, siamo andati a trovare il nonno, nel suo storico negozio di materiale elettrico, in cui Luca si è dilettato a fare scontrini ai clienti (da buon risparmiatore, Luca conosce e rispetta tutte le regole della finanza!) e testare la funzionalità di svariate lampadine insieme a Davide (il ragazzo che lavora con mio padre e che, diciamolo chiaramente, lo vizia parecchio!).
Prima di andare via, il nonno gli ha dato in mano un libro che da diversi mesi giaceva dimenticato sul suo bancone (lo aveva perso qualche bambino che, però, non è mai andato a riprenderlo) e gli ha proposto di portarlo a casa. Lo sguardo illuminato di Luca era senz’altro un sì, per cui abbiamo salutato il nonno e abbiamo “adottato” quel libro perduto.
Arrivati a casa, ovviamente, il suo primo pensiero è stato quello di cercare qualcuno che glielo leggesse e ha trovato nella zia Valentina la persona giusta, a cui dobbiamo gioie e “dolori” di questo nuovo e viscerale amore.
Il libro in questione racconta una vicenda che ha come protagonisti i famosissimi gatti del cartone animato Disney: Duchessa, Minou, Matisse, Bizet, Romeo e un tenerissimo gatto randagio di nome Leo.
Quando sono tornata da lui (mi ero allontanata per sbrigare una commissione) l’ho trovato intento ad ascoltare la zia (credo per la terza volta di seguito!) e quando gli ho chiesto di raccontarmi qualcosa, ha subito ritenuto necessario spiegarmi cosa fosse un gatto randagio: «Vive per strada, lo sai? E si mangia la spassatura!!!».
Fin qui tutto bene, se non fosse che da quel momento in poi, è avvenuta in lui una progressiva ma irreversibile trasformazione: da bimbo dolce e addomesticato, si è trasformato in gatto randagio il cui verso non è un semplice e delicato “miao” ma, naturalmente, un selvaggio e agguerritissimo “miaaaaaaaaooowwww” associato ad un’espressione crudele e altrettanto selvaggia. Questo, ovviamente, ha influito anche sulla sorellina che, essendo nella fase in cui apprende i versi degli animali e li riproduce abbastanza fedelmente, è convinta che tutti i gatti facciano “miaaaaaaaaaowwwww”!!!
Dopo circa un mese da quel fatidico giorno di dicembre, è avvenuto il secondo, decisivo, incontro con Duchessa e i suoi gattini: abbiamo visto il cartone e Luca ha conosciuto la storia completa di quei suoi nuovi, inseparabili, amici!
Adesso vuole travestirsi sempre da gatto, guarderebbe il cartone animato ogni giorno e la notte si sveglia parlando di Matisse, di Romeo e dei suoi amici jazzisti e tutto questo grazie alla zia Valentina!
A proposito degli amici di Romeo, randagi ma splendidi suonatori di Jazz, una delle scene preferite da Luca è proprio quella, effettivamente strepitosa, in cui cantano, suonano e ballano “Tutti quanti voglion fare il jazz!!!”. Da buon appassionato di musica, il gatto trombettista è quello con cui si identifica maggiormente, e quando arriva la scena in questione lui esclama: «Mamma, adesso ci siamo noi!!!».
Ma il massimo è stato quando l’altro giorno, durante una delle sue performance “gattesche” mi ha guardato e mi ha detto: «Perché sai, mamma, noi non siamo dei veri gatti randagi, noi siamo dei MUSICISTI!!!».