Per un giorno, in vista della festa della mamma, voglio parlarvi da figlia, e raccontarvi qualcosa che non riguardi i miei bimbi e le loro avventure e disavventure.
Vi voglio parlare della mia mamma, dei suoi infiniti pregi e di qualche suo difetto che la rendono una persona speciale e, scusate la presunzione, la mamma migliore del mondo che mi piacerebbe emulare per garantire ai miei figli anche solo una minima percentuale di quello che lei ha dato a me e a mio fratello.
La mia mamma (chi la conosce può testimoniare) è il prototipo materno da manuale, come se il ruolo di mamma le fosse stato assegnato sin dalla nascita: è paziente fino all’estremo, si mette da parte sempre per i suoi figli, dimentica di stare male e lo ammette solo quando non ne può fare a meno, è severa quanto basta, e, cosa più importante, emana quello che io ho sempre definito “profumo di mamma”, una fragranza solo sua, solo nostra, capace di calmare ogni nostro malessere e ogni nostro calo d’umore.
Quello che l’ha resa ulteriormente speciale, ai miei occhi, è stato il fatto di esserci sempre per noi, in ogni momento e in ogni circostanza, seguendo le nostre vite passo dopo passo, attimo dopo attimo, arrabbiandosi per i nostri errori, rallegrandosi per i nostri successi e soffrendo per i nostri dolori.
Avendo scelto di dedicarsi interamente alla famiglia, la sua presenza è stata costante e la sua dedizione totale: sempre pronta ad accompagnarci ovunque con la sua mitica 126 rossa, disposta a prepararci merende speciali rivoluzionando la cucina (anche cinque minuti dopo aver finito di pulirla) e aperta ad accogliere i nostri amici sempre, anche quando si trattava di ciurme considerevoli e non sempre particolarmente facili da gestire.
Credo che le mie compagne di scuola ricordino ancora i suoi pranzetti improvvisati e sempre prelibati e i suoi spuntini che addolcivano i nostri pomeriggi e le nostre nottate in vista degli esami di maturità!
La sua accoglienza e la sua disponibilità nei confronti dei nostri amici è stata inesauribile ma non si è mai trasformata in quello che, secondo me, è un errore frequente: si è sempre ricordata di essere mamma e non ha mai cercato di fare l’amica entrando nelle nostre discussioni o confondendo il proprio ruolo con altri.
Nonostante questo, però, ha sempre giocato con noi, fino a diventare in molti casi vittima (ingenua o consapevole) dei nostri scherzi. Una volta si è pure beccata un pugno in faccia da mio fratello che, maldestro all’ennesima potenza, fingendo di dargliele si è fatto scappare un pugno vero lasciandole, come trofeo della sua imbranataggine, un occhio nero e dolorante, al cui ricordo ridiamo ancora adesso!
Naturalmente, come ogni essere umano, mia madre ha anche dei difetti, alcuni dei quali, ahimè, progrediscono irrimediabilmente col passare degli anni. E come accade spesso, la maggior parte dei suoi difetti è rappresentata dalla degenerazione dei suoi pregi. La sua pazienza, ad esempio, in molti casi è esagerata, al punto da farle accettare tutto, e da tutti! Per fortuna, con l’età, sta anche imparando a ribellarsi un po’ e questo le permette di reagire un po’ di più alle persone che, della sua pazienza, ne hanno sempre approfittato.
Altra degenerazione dei suoi pregi è, senza, dubbio, il suo esserci, sempre e comunque, e di essere disposta a darsi da fare, anche quando non dovrebbe (come, ad esempio, adoperarsi per riportare all’ordine la mia casa, provocando in me un certo nervosismo). Anche sui difetti potrei continuare all’infinito, ma trattandosi della sua festa, non mi sembra proprio il caso!!!
Torno, invece, per un attimo, ai suoi pregi che le hanno permesso di trasformarsi, da mamma perfetta in nonna straordinaria. Inutile dire che per i miei figli ha sempre fatto e dato l’impossibile, al punto da costituire per loro un punto di riferimento costante e insostituibile. Per loro è nonna, mamma, complice (ahimè!!) compagna di giochi, educatrice (anche se ogni tanto li vizia un bel po’), maestra, lettrice personale.
Per farvi capire quanto i miei bimbi le siano affezionati, vi racconto un episodio di qualche tempo fa che ha come protagonista mia madre e Luca che spesso si rivolge a lei usando il vezzeggiativo “nonnona”.
Avendola vista pronta ad andarsene, Luca ha cercato in tutti i modi di convincerla a restare e per evitare che potesse rifiutarsi ha usato, come sempre, l’arma del romanticismo dicendole:
«Nonna, resta un altro po’! Se vuoi, ti canto una canzone!?!».
Se questo non è amore….
Tanti auguri mamma!!!
sono ancora commosso nel leggere queste parole, perchè la conosco di persona e confermo in pieno quello detto da elisa…. un abbraccio forte forte… forte…